(altri livelli)

gennaio 23rd, 2012 § 1 commento

non si può dare la caccia a ciò che non esiste
alla noia al rispetto ai fiori
secchi conservati sotto campane di vetro.

scena5

gennaio 16th, 2012 § 3 commenti

le ombre dicono “fuori è giorno, c’è sole e
tempo per mettersi alla luce e muovere.”
ma io tutto il tempo resterei chiusa dentro un uovo
a massaggiarmi i fianchi come se le mie mani
fossero altrui. descrizione romantica di pigrizia.

lia.10

gennaio 15th, 2012 § 4 commenti

non direste voi che la nebbia abbia un tale odore aspro, talvolta,
da farvi lacrimare i pori e la bocca fino a dire di una città
che è bella, nonostante il buio che rovina il mondo, dove
tutto va a finire malissimo, dove tutti soffriranno,
la nebbia. bianca come un pugno.

scena4

gennaio 14th, 2012 § 2 commenti

una forma pungente e ruvida di malinconia,
prurito, dissonanza, armi, lana scadente,
pelle secchissima delle mani, polvere ovunque,
sole fortissimo con temperature bassissime.
in casa, troppo caldo. una luce di cui non so che fare.

lia.9

gennaio 11th, 2012 § Lascia un commento

si tratta del mio futuro
non una o due nottate
ma tutto questo lo otterrò a modo mio
sta a me
farlo restare nelle mie dita
e so anche un’altra cosa
non c’è speranza
per una persona ferma
sotto una coperta, chiusa in una stanza
a legarsi indistricabili i capelli
alle persiane.

lia.8

gennaio 6th, 2012 § Lascia un commento

cosa volete che vi dica, che la festa era bella?
lo era, sì, ma non me ne importava nulla.

ricordavo quei momenti in cui non c’era per me
nessuna stanza calda e nessuna persona
a chiacchierarmi, la festa scemava e di me
restava un involucro recalcitrante. non era spocchia,
noia neanche, men che meno malinconia. solo
un film tristemente proiettato, a bassa saturazione,
di quella volta in cui mi alzai la camicia
sopra i seni, a fatica, il reggiseno fermissimo, una
strana dissonanza. forse presentimento di nausea.
di quando avremmo scopato e la faccia di lui
avrebbe preso le fattezze di un rettile, e senza
voler tentare la metafora comodissima di una viscida
serpe, né dire che l’uomo strisciava, ma ora tutto era
così lontano da me che mi sorprendeva male
l’esserlo stata, in fallo, casualmente e causalmente,
in un così piatto autunno, davvero a bassa saturazione,
e per quella camicia ancora mi prendeva
un brivido,

la festa finita, i piatti sporchi a cumuli, non importa, sono
di plastica, lo fosse questa lia che a volte ricordo in malo modo.

alcune mie cose su poetarum silva

dicembre 28th, 2011 § Lascia un commento

su poetarum silva luciano mazziotta ha portato alcune cose mie.

come sempre, grazie a chi si occupa della mia scrittura per quando non lo faccio io ;)

 

scena3

dicembre 18th, 2011 § 1 commento

“Stamattina alle cinque c’era la luna.
Ora, vedi come il grigio s’è abbassato:
nevicherà.” In cucina l’odore residuo
della cena di ieri ci restituisce molto intimi.
Le tazze pronte, il pane affettato.
Il bollitore fischia.

scena2

dicembre 6th, 2011 § 5 commenti

ritiene impossibile dire la curva così come è tracciata,
lievemente, dai capelli umidi vicino alla orecchie
o la poesia che non risiede, se non sussurrata, in un
paio di slip di cotone, ripiegati, sul bordo di una vasca
da bagno, rivestita di piastrelle azzurre e spente;
nessuna finestra.

scena1

dicembre 6th, 2011 § Lascia un commento

le cicatrici brune sulla mano sinistra
lei spreme un fondo di limone nella sua tazza.
i movimenti misurati, calmi, appena teneri
“ti è passato il mal di stomaco?”

la trama nei movimenti, nelle cicatrici, nella tazza.
espungerla, impossibile.

(altri livelli)

novembre 9th, 2011 § 3 commenti

la sera si ritrovano su un piccolo divano, lui
tace. l’impianto della scena si fonda sul buio.
le imposte non filtrerebbero luce nemmeno se aperte.

lia.7

novembre 3rd, 2011 § Lascia un commento

segnala le scale sprofondate nel mio petto
raschia la scorza dura del cielo che incastra le mie finestre
sotto altre luci potremmo ricordare di aver
vissuto, già vissuto, il peggio e il meglio di tutto questo.

(altri livelli)

ottobre 30th, 2011 § Lascia un commento

il corpo di una galleria penetrato dalla luce
luminarie dal suo ombelico
(per anni ne abbiamo sopravvalutata la pelle)

lia.6

ottobre 22nd, 2011 § 2 commenti

a volte temo di essere solo
l’immagine al negativo
degli amori che sono stata

(cardio.4)

ottobre 22nd, 2011 § 10 commenti

il disastro frontale del cuore
preso da un’erosione furiosa
l’usura lo testimonia:
ne mancano due frammenti o tre
al prossimo distacco diventerà un
bulbo in attesa di trapianto.

lia.5

ottobre 21st, 2011 § Lascia un commento

mi freno sul dolore biondo che mi porta alla nausea
sulle dietrologie del mio metabolismo inadempiente
dovreste vedere la fatica che faccio per
stare buona e non stare buona
senza nemmeno lacerarmi ma solo
rimanere incastrata fra troppi fili del rasoio
tentare di ingraziarmi la loro
ruggine

lia.4

ottobre 18th, 2011 § Lascia un commento

non invecchierò in un posto solo
cristo santo
non sapete che significhi
avere un piede intrappolato in una porta
sono il ritratto di un pasto serale
riscaldato una volta di troppo

settembre 29th, 2011 § Lascia un commento

(in partenza per palermo)

lia.3

settembre 25th, 2011 § Lascia un commento

mi bagno nell’acqua instabile delle assenze quando erano presenze
non evito le situazioni ambigue, ragione in più
questa per dirmi ancora folle – tuttavia ora so di non sapere.
e rimango felice a prendere il telo di un amore che non perde e non vince
per asciugarmici a fondo le inquietudini.

lia.2

settembre 23rd, 2011 § Lascia un commento

il porto sicuro nel quale non sono mai approdata
il gesto squallido con cui lui avvia la testa di lei verso la zona pubica
l’intangibilità dei sogni in cui lei si offre a un uomo diverso e uguale
le lattine arrugginite che lui pone a perimetro del suo cuore.
lia e tutti i suoi nomi interrotti di prima che le dicessero non andartene.

lia

settembre 23rd, 2011 § Lascia un commento

le parole che mancano alle parole per farsi suono
ricucire un bordo che sfilaccia come ricordi di canneti
il saluto lasciato piano, gentile, pudico
volendolo freddo come un pezzo di ghiaccio:
il graffio delle parole che mancano alle parole per farsi lettera
imbucarsi magari ma sempre e solo fra le mani
non più fra bocche che usiamo solo per tossirci.

(cardio.3)

settembre 9th, 2011 § Lascia un commento

tutto continua nel mondo degli umani e io non voglio
far aspettare ciò che potrebbe succedere

chissà se qualche significato possa accadere
o se dire SONO IO sia davvero
l’attenzione che l’essere al mondo merita o forse dirlo
con gentilezza, ne ha ogni patologico diritto
questo mio servizio limousine del cuore – o del cazzo.

(cardio.2)

settembre 9th, 2011 § Lascia un commento

se il nostro cuore sia nascosto sotto un viluppo di
nastri o alghe o cinghie umide

se si chiami amore
o come quello che abbiamo in mezzo alle gambe
e che un giorno picchia e l’altro accarezza.

(cardio)

settembre 5th, 2011 § Lascia un commento

in troppi a fingere che non sia poi così importante
smarcando i corrispettivi del cuore a forza dalle mani
le componenti del cuore a scuoterci dai piedi e
noi a fingere che non sia poi così importante
considerare se alla fine, alla fine siamo davvero
in ciò che viviamo o sostiamo a margine
attendendo lo sgombero del cuore.

(altri livelli)

agosto 30th, 2011 § 2 commenti

può accadere che se esci
e chiedi molto gentilmente
smetta di piovere all’istante

(altri livelli)

agosto 22nd, 2011 § 2 commenti

In buona sostanza credo che sia così:
la poesia è una bugia
che dice la verità.

per una politica del silenzio.

agosto 19th, 2011 § Lascia un commento

non parlare mai di ciò che non hai vissuto
siedi quieto presso le strade affollate
guarda le scarpe della gente

nessuno può dire come sarebbe.

(altri livelli)

luglio 28th, 2011 § Lascia un commento

sarebbe bello perdere la memoria, tutta, oggi
ricominciare domani
firmando un nuovo contratto con le cose.

luglio 22nd, 2011 § 3 commenti

essendo il cuore un orologio distratto
bisogna che stiamo attenti noi, per lui:
andando a dormire alle ore giuste, collocando pranzo e cena e così via;

non è tuttavia necessario guardarlo spesso
per vedere a che punto del giro è:
solo serve ascoltare il suo ticchettio ostinato e camminare a tempo.

 

altri livelli

luglio 11th, 2011 § Lascia un commento

Leggere poesie in una domenica di saldi
esalta le numerose qualità di scarpe dismesse
che i ricordi hanno allargato a dismisura.

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