per l’abbozzo di un’enciclopedia delle forme
15 Maggio 2008tutti guardavano le strane piante nel vaso vicino al quale stavo seduta, io fissavo il gioco di piastrelle sotto ai miei piedi, avevo male agli occhi ed ero incollerita.
quisquilie, schegge di maiolica, selz
tutti guardavano le strane piante nel vaso vicino al quale stavo seduta, io fissavo il gioco di piastrelle sotto ai miei piedi, avevo male agli occhi ed ero incollerita.
l’uso era quello di spillare nuovi elementi verbali da ogni vecchio edificio.
così s’inoltravano, palpitanti, incauti, negli stomaci disadattati delle costruzioni,
ne palpavano le funzioni, ne accarezzavano il disuso, ringraziavano
quegli uomini che dimenticano case, piccole colonie, fabbriche
come portachiavi posseduti in un solo pomeriggio d’estate, anni fa.
Grossi fiori arrampicati sui rami
appesi ai rami
supplicanti i rami
in attesa dei rami
prima dei rami
dopo i rami
mediante i rami spinti a
(restare, comunque)
contro i rami
in supporto dei rami
esiliati dai rami
corteggiati dai rami
in favore dei rami pronti a battersi
(sempre restando)
insieme ai rami
e solo alla fine
senza i rami.
Scrivere un quaderno al contrario
è una formula magica che si scompone in fretta
e rileva le presenze anomale inchiodandole su carta
quando arriverai a toccare le parole di prima con le parole di poi
forse cadrà il mondo, o non cadrà niente, e tu starai bene - come un
eremita, come un animale.
(ovvero: note mirabili sulle abitudini serali di greta) va così: poso il libro bevo un sorso d’acqua poi se non succede nulla addirittura spengo la luce e dormo.