fenomeni di collisione

30 giugno 2015 § Lascia un commento

nessuna stella, àncora, scia
il mio nome che cancella il tuo
sulla carta insperata del tempo
l’abbiamo sempre presa dura,
molto seriamente, questa storia
della notte e del pianto e del
sempre. ma c’è un assolo che
descrive e accompagna questa
narrazione impossibile, questa
probabilità inesplorabile. noi
e i nostri nomi spariti. come le
parole. manca un filo perché l’
abbiamo annodato a un albero
immaginato. resta, quindi, un
filo: annodato a se stesso, filo
interminato.

miradouros

30 giugno 2015 § Lascia un commento

di tutte le terre emerse la più
sacrosanta, nido di pietrisco
sull’arenile – l’acqua la lambisce
e imprigiona, estrema, ma non la
distrugge. io la vedo, non la
calpesterò mai. terra di parole e
mani, terra senza riva.

un pezzo d’amore

29 giugno 2015 § Lascia un commento

i tuoi piedini svelti lungo l’arco
della foschia, come si mischiano
bene alle percussioni e poi al
pianoforte di un uomo gentile
(la riga di lato, le rughe dolci)
i tuoi occhi disegnati di spiagge
e la bocca piena, molto docile –
volevo darti una comprensione,
una causa, se non altro una
leggera vergogna: ma tu eri
vera, regno animale, modo non
c’era di farti umana e rovinarti.

fenomeni di collisione

20 giugno 2015 § 3 commenti

il perdono è troppo grande e noi
certo a esso non ci siamo mai
neppure avvicinati. quando siede
presso la lampada dallo stelo scuro
i suoi occhi tradiscono un amore che
non dimentica, né quindi perdona –
lei glielo legge in viso, ondeggia col
bicchiere in mano, e il suo amore
conoscendo perdona: ma senza
consapevolezza, solo così funziona.

l’insostenibile

13 giugno 2015 § Lascia un commento

gettammo via il pane
e con esso il cinismo
fu compiuto, avevamo
il coperchio di latta da
spingerci sul cranio –
ah, il bel coperchio:
da non scrollare mai,
il coperchio da tenere.

fenomeni di collisione

13 giugno 2015 § 4 commenti

il pane ci commosse e non potemmo
sprecarne una briciola, quell’oro quel
legno e quel fumo, tutto impastato in
una forma di assoluto amore, il pianto
caldo e vicino al luglio dell’essere, le
nostre membra intrecciate e la crosta
dura – ma infine non era un male, era
la pelle del cuore.

l’insostenibile

4 giugno 2015 § Lascia un commento

sedati oltre l’orlo del rasoio perché il taglio
ci rassicuri, pervada di calore, parli intimità
ma non abbiamo capito un cazzo della fame
né del silenzio, contiamo le cose che non
contano e ce ne riempiamo la vita. il corpo.
gli occhi. le mani ancora andrebbero per l’
istinto ma restano così attaccate al corpo
e la tua lingua annoiata, gli odori educati:
tutto come su un catalogo postale, e dire non
pensavamo.

Dove sono?

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