Lo strappo.

15 giugno 2016 § 2 commenti

Portò la macchina da scrivere
nella camera a nord,
nel lungo inverno coprì le appliques
poi i mobili, dapprima lucidi
poi sempre più muti.
Scriveva la sparizione
vedendo compiersi
l’apparizione del vuoto.

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liriche dal cavedio

12 giugno 2016 § Lascia un commento

molti linguaggi sono parlati attraverso
le catene e le tubature fino all’eccesso
di cose e di cumuli di spazzatura
sinché non giacciamo sul pavimento
dell’intemperanza e una corrente ci
passa attraverso, che non anima,
una corrente che neppure devasta perché
corrotta

liriche dal cavedio

3 giugno 2016 § 1 Commento

un ballatoio molto magro nell’analisi
della notte e di quei suoi rumori
cittadini di televisori e lenzuola
stropicciate dai fanali di un’auto
riflessi sul soffitto e lui che ci mette
un’eternità a venire facendo molto
piano perché nessuno senta quanto
si fa anfibia la sua voce nei culmini,
così poco maschia, così vulnerabile
e sfiatata

Dove sono?

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