Sé.3

27 ottobre 2010 § 8 commenti

Tutti soffrono e io non posso restare
ferma in questo spazio reso angusto dalle
mancate negate irrealizzate conquiste
nella prospettiva della mancanza di prospettiva ad
attendere rivoluzioni puntualmente disinnescate mi si
ghiaccerebbe il fiato finirei per soffocare fra i fori
dell’esofago che sale a stritolarmi
l’amigdala

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sé.2

27 ottobre 2010 § 3 commenti

Il mio margine è solo il mio margine.
Non lo do in pasto e non lo celebro.
Lo vivo quotidianamente come
lo scarto insanabile e concluso fra me e il mondo.

Festival

19 ottobre 2010 § 3 commenti

1.

I giovani poeti
hanno sempre successo
comprano casa, diventano padri
sanno essere relatori
smettono in realtà presto di essere giovani
Continuano però a dirsi giovani
come facendo parte di una corporazione
a statuto speciale

Sanno nominarsi addetti ai lavori
espongono teorie, stilano manifesti
cercano il modo di far conoscere la poesia
di uscire dalle reti
organizzano rassegne per
uscire dai contesti
creando così ulteriori contesti
parlano della poesia militante vogliono
sdoganarla massificarla sperimentare
comunicare creare domanda far sì che la
poesia faccia uscire la gente di casa

2.

Perché nessuno conosce la poesia
e non conoscerla è da codice penale
tuttavia quanti casualmente s’imbattono
nel racconto della poesia sono irretiti
partecipano

3.

—questo è il convegno politico della poesia:
il suo consiglio d’amministrazione la sua finanziaria:
creeremo una rete che consideri:
Valutazioni quantitative del fenomeno poesia
Tecnici della poesia Assitenza post-vendita della poesia
Critica delle situazioni sconcertanti e rischiose
Atteggiamento del pubblico della poesia
La recessione della poesia, direttamente proporzionale alle vendite
Codice utente Fidelizzazione Verifica dei costi e dei ricavi
Critica della poesia sotto forma di comunicati stampa

4.

Per parlarne, ricavarne, sedercisi sopra
e smettere finalmente di scriverla.

Some poor therapy

18 ottobre 2010 § 3 commenti

Fa’ qualcosa che abbia un significato
stenditi, getta via una maglione vecchio
prepara una torta
resta un’ora, fermo, a guardare
la finestra di fronte alla tua
esci, invece che guardare una poesia
sii il tuo tempo
senza chiedergli nulla.

sé.1

5 ottobre 2010 § 1 Commento

Di come mi giro la faccia e la pelle
di come mi aspetto di essere sempre sconosciuta
di come non ci riesca

con una febbre che cresce nel prologo
fino a esplodere in uno slancio di eroica vitalità
e dicendomi a organizzare valanghe frane e altra uggiose calamità

senza dirmi di come il tempo e il suo ruolo e
se ci sia e un ruolo abbia poi davvero

mancando della potenza necessaria per passare dalla parola all’azione
o tradurre le azioni numerose e sincopate in fonemi

applicarmi senza crederci troppo all’oralità della vita
talvolta ponendola ad arbitro di incalcolate e sconsiderate dimensioni.

Dove sono?

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