l’ultimo uomo sulla terra

31 ottobre 2013 § 3 commenti

all’ultimo uomo sulla terra
più di tutto
mancavano cose inaspettate
come il rumore dei motori
di automobili e aerei
due persone che chiacchierassero
sul pianerottolo
davanti alla sua porta.
soprattutto
gli mancavano
un pianerottolo e una porta.

l’ultimo uomo sulla terra

30 ottobre 2013 § Lascia un commento

capitava
all’ultimo uomo sulla terra
di bere la propria urina
e giacere, disciolto,
come se l’ultimo uomo sulla terra
fosse questione
di minuti.

appunti per la storia di una bambola

26 ottobre 2013 § Lascia un commento

erano dettagli dimenticabili della formazione
delle famiglie, dei legami, del concepimento,
zigoti, embrioni, per lei era in fondo concrezione,
un residuato, un sassolino di peso elevato. ciò
che determinava l’andatura della sua vita, lo
sapeva bene, partiva da uno sciamare di umori
e pelle, andando a impiantarsi nello stato più
esteriore delle cose: essere donna sola, oltre
l’età in cui si commettono errori per incoscienza,
essere una cosa, una persona un po’ rotta,
difficile da accomodare. questo pensava e
altro ancora durante il viaggio di nozze, con
l’emicrania a accarezzarle le tempie, un
tuonare di voci e colpe e sentimenti criminosi,
i piedi sempre più gonfi. e l’anello al dito giusto.
attraversava strade e usci e rotaie, dolorante,
ma finalmente era legittimata, e tutto sarebbe
andato per il verso giusto.

il disgelo.15

25 ottobre 2013 § Lascia un commento

una tela nuova era sempre pronta
ma fuori era solo bianco, e il poco
nero degli alberi come esoscheletri
inutilizzabili. intuiva la grandiosità
della monocromia, tuttavia la stasi
lo rendeva inquieto e indocile allo
scorrere sempre uguale dei giorni.
avrebbe voluto tingere la neve tutta
d’ocra, scaldarla, levare la luce noiosa
che trasfigurava il paesaggio. invece
stette, non agì, spezzò i pennelli e
ne fece legna da ardere.
quando la neve si sciolse, in aprile,
aveva perduto il senno e le mani.

appunti per la storia di una bambola

24 ottobre 2013 § Lascia un commento

non che volesse davvero possedere
delle figlie. possiamo affermare che gli
animali domestici non facevano per
lei, troppo dignitosi, troppo poco, in
sintesi carenti di contraddizioni e
scontri di cui lei non riusciva a fare
a meno. non le accompagnava a
scuola, non preparava con amore torte,
non si staccava dalla sua propria ombra
per camminare nella loro. sostava a
margine dell’essere madre e allo stesso
tempo dichiarava di esserlo a ogni
intervista. poi, spente le telecamere,
accendeva la tv, ammirava la sua
perfetta prole, ne seguiva le vicende.

appunti per la storia di una bambola

23 ottobre 2013 § Lascia un commento

tenendola in grembo la allattava con lo
sguardo duro, come se un’iniezione
di formaldeide le avesse fissato lo sdegno
sul volto. la bambina la divorava, le
estorceva forze, richiedeva presenza e
dedizione. si chiudeva le orecchie. narrava
alle sue mani storie borghesi, si assegnava
una governante, boiserie, sete pregiate,
elencava gioielli fra i quali scegliere
per scendere a cena. la bambina aveva
smesso di succhiare. guardò oltre l’orlo
della gonna. Zoccoli di legno, collant
color tristezza, calzerotti. fuori pioveva,
annottava, nulla da segnalare.

appunti per la storia di una bambola

22 ottobre 2013 § Lascia un commento

nella chiesa si dedicava con voluttà
all’acquasantiera, prelevandone gocce
grosse e mobili, da lasciar sgocciolare
fin lungo il petto. si rivolgeva alle statue
spesso lignee, che meno lignee fossero
quelle braccia e quelle gambe e quelle
labbra nell’affrontarla, che le statue e i
santi fossero sì amati ma mai di
contrappeso o antagonisti. lei li avrebbe
volentieri condivisi. lui ne faceva un
atto solipsistico. loro continuavano a
attingere e bagnarsi da coppe differenti
e separate, che neppure sostenevano
le medesime impalcature.

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