cantiere

29 luglio 2014 § Lascia un commento

erano gemmazioni nelle pieghe profonde
delle mani, una mappa precisa di quartieri
spontanei e corrosivi, le vene fittissime a
dirne le strade. ti insegnavo le svolte, le
soste, i dissesti nel porfido e la fine
dei marciapiedi, ti indicavo un affresco
vicino a terminare, grattavo le superfici
per ammetterti ai segreti del marmo, un
disgraziato filo d’erba, la città fra le dita,
la sua stretta sui nostri fianchi.

cantiere

28 luglio 2014 § 2 commenti

non ho garanzie perché ardi
perché sei non necessario, lucente, solo
e io sola a mia volta e a distanza e
molto diversamente, non ho garanzie
perché racconto cose che succedono
come se non succedessero – sei un
corridoio bianco, privo di luce naturale,
smarrito e inavverato, sfuggito al tempo.
io ho un benessere che mi naufraga nella
vita. sono un’isola alla deriva nell’oceano,
affamata di altri continenti.

cantiere

27 luglio 2014 § Lascia un commento

l’infanzia che ti piega le costole
nella magrezza o solo spezzandotele
in un eccesso di digrignamento –
la sparizione della bellezza fu un fatto
di follia, confusione, noncuranza.
le spoglie non rimasero nella terra nera.
una distesa di durezza a diversi livelli
a far impigliare le nubi assetate.
l’infanzia molto distante da tutto ciò
tarmata e rosa e incombente comunque.

cantiere

25 luglio 2014 § 3 commenti

mia piccola fatina, essere immorale
cui carico sul dorso quintali di sguardi
e balsami e unguenti per farti più
narrata, esserino alato le cui ali ho
tarpato, minima e muta, così spiumata,
tu e il tuo incalcolabile peso di urla
che soffoco nelle mie tasche, molto
a fondo, molto contro le cosce, mia
femmina stilizzata, sgranata, priva
di saturazione: i tuoi colori li detengo
senza restituirteli, anche quelli del tuo
nome: ti ho fatta affossata nel mio
palmo, sei una persona che non so.

quattro parti di amore

18 luglio 2014 § 1 Commento

*
tu
inappellabilmente bella
prodigio di luci azzurrine
deliziosa statuina
ceramica estiva, tu
mio inossidabile amore

*
voglio baciarti
voglio baciarti con la lingua così la senti
questa carne che non preme e
ti cuce la notte in bocca
la mia bocca che ti ridisegna

*
sei il mio piccolo, dispotico,
capriccioso demonietto
ti spezzetterei per meglio conservarti
in piccole scatole d’argento
ti scioglierei in acqua
da bere ogni mattina

*
(se tu morissi il mondo sfumerebbe
non saprei più cos’è un fiore)

manuale di insolubilità.43

17 luglio 2014 § Lascia un commento

 

 

sposami a pranzo

 

grazie a Loredana Iacono per la lettura, commovente regalo di compleanno.

cantiere

15 luglio 2014 § 3 commenti

rappresenta il mio sistema nervoso
impostato su certi paradigmi per nulla reali
come quando mi raccontava delle domeniche
mattina in cui la domestica mi vestiva e pettinava
e mia madre mi sentiva suonare il piano
e mio padre leggeva il quotidiano immerso
nel fumo di pipa. ma sono nebulose, invidie,
troppo aver letto e confondere i piani, lui
lo sa, ecco perché rappresenta il mio piano nervoso
come un gruppo statuario danzante, una fontana
riccamente scolpita, modelli ideali le cui membra
non conoscono difetto – mi fa un sistema nervoso
di utopia, contro il quale impattare, stridere,
lacerarmi, finché non lo consumo e me ne deve fare
un altro, sempre ideale, amorevole e sbagliato.

Premio Lorenzo Montano – 2014

12 luglio 2014 § 10 commenti

(grazie. grazie a chi mi sta vicino nel mio silenzio, nel mio restare sotto il pelo dell’acqua – dal quale ho osato, non senza fatica, uscire, e questo è quello che è accaduto. è un atto di fede che mi dovevo, probabilmente. sono molto felice, e incredula)

ANTEREM
RIVISTA DI RICERCA LETTERARIA

Premio di poesia e prosa
Lorenzo Montano

V E N T O T T E S I M A E D I Z I O N E ( 2 0 1 4 )

“Raccolta inedita”, “Opera edita”,
“Una poesia inedita”, “Una prosa inedita”,
“Opere scelte”
Patrocinio: Biblioteca civica di Verona

Poeti premiati con Menzione

Gavino Angius, Transiti di saturno; Riccardo Buonvicini, Briciole;
Stefano Cappelletti, Ti ho cassato fino in fondo; Clemente Condello, Istmi; Lella De Marchi, La conta;
Donato Ferdori, Pirucche; Titti Follieri, Tessiture spaziali; Alessandro Franci, Terre;
Lidia Grillini, Girasoli dormienti; Maurizio Manzo, Anamorfiche e altre distorsioni;
Vincenzo Mastropirro, A metà del guado; Marco Mazzon, Ritratti aperti;
Maurizio Nascimbene, Offerte del fuoco; Giuseppe Panetta, Il piatto vuoto della luna;
Marinella Polidori, Spazi ritmici; Claudia Pozzana, Mezze elisioni;
Pietro Salmoiraghi, Stato confusionale; Giacomo Salvemini, Giorno dopo giorno;
Rosa Salvia, Il giardino dell’attesa; Camillo Sangiovanni, Senza essere stati;
Annamaria Serinelli, China su carta; Annarita Zacchi, Voi e lo sparso.

Poeti premiati con Segnalazione

Erica Alberti, L’astronave; Valentina Albi, Note a pie’ di pagina di giornate arruffate;
Lucianna Argentino, Frammenti di autobiografia postuma; Rinaldo Caddeo, La corda dei giorni;
Roberto Cogo, Fiori d’Irlanda; Lia Cucconi, Nei frammenti oscuri;
Simonetta Della Scala, Sia forte l’altro; Antonella Doria, Millantanni; Giancarlo Fascendini, Eiseop;
Maria Grazia Insinga, La porta metafisica; Margherita Lollini, In liminari contro versi;
Domenico Lombardini, L’abitante; Eugenio Lucrezi, US open; Francesca Monnetti, Elisa;
Leonardo Orfeo, Dall’inverno all’istmo; Carla Paolini, Segmenti poetici;
Edoardo Penoncini, L’occhio profondo; Loredana Prete-Lacroix, Liquido;
Silvia Rosa, Per la costruzione di un’archelogia (futura);
Enea Roversi, Incroci obbligati; Gian Maria Turi, Canti della burocrazia

Poeti finalisti

Enzo Campi, Sequenze per cunei e cilindri
Martina Campi, Manuale d’estinzione
Carlo Invernizzi, Lucentizie
Tito Maniacco, Poesie per il XX secolo
Viviana Scarinci, Piccole estensioni
Simone Zafferani, L’imprevisto mondo
Greta Rosso, Il disgelo

Raccolta inedita vincitrice

Piccole estensioni di Viviana Scarinci

cantiere

10 luglio 2014 § Lascia un commento

è una porzione di cielo molto piccola
quella che ci serve il giorno
un’increspatura appena nel levare della luce che
il chiarore ridimensiona, un tocchetto sovrapprezzato
cui aggiungiamo un meteo inclemente e malmostoso
nel mese in cui anziché sostare sull’erba restiamo
serrati e cendrulenti a succhiare il tepore dei
surrogati del cuore (chiamandosi essi
carta o tubo catodico o bancone del bar)
abbiamo investito ogni forza nella dipendenza da
definizioni prioritarie, cancellato per mezzo di una
pressione passiva l’apertura al caso, ci siamo
appostati nel fondo del burrone e – lamentandoci
del pericolo – chiamiamo a gran voce frane e
apocalissi.

Dove sono?

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