cratere d’impatto

31 marzo 2020 § Lascia un commento

musica suonata al contrario
muri dove l’umidità fiorisce sotto il legno
tu sterrata
come gli inverni indecisi
che durano e perdurano senza chiamarsi inverni –

nel mentre dolori inesumati.
il nutrirsi automatico
con troppi vestiti addosso.

Lo strappo

25 marzo 2020 § Lascia un commento

Come a dire che
un commiato è amare, e io, che non volevo
salutare nessuno,
chiusa nel ventre opaco del drago, attendevo
una notizia nervosa e diretta
un aggiornamento instabile
nella cautela delle attese.

cratere d’impatto

25 marzo 2020 § 2 commenti

come i vetri che ho mangiato
le cento, mille piogge severe
talvolta solo indecise
la costanza dell’imprecisione
il grilletto del cibo
(ecce panis angelorum)
le mie viscere percosse
e tu, tu eri una voce.

cratere d’impatto

24 marzo 2020 § Lascia un commento

perché, tesoro mio, da quindici anni non sono più in grado
di ascoltare musica che non sia classica o già nota
pena tornare all’indecisione, alla derisione romanzesca
che era lo stare spennata e accovacciata su una sedia
scandagliando archivi e greche decorative
dove una voce faceva ramo, una chitarra acustica piuma
ma il nido era sfatto come i letti, non sapevo cacciare o riposare,
ero piuttosto casuale, nel pensiero di te lontana che, ora riconosco,
non esisteva, non era affatto pensato.

alveo

23 marzo 2020 § Lascia un commento

e poi andremo a La Rochelle,
sul mare, ricordi Simenon
e tutte quelle morti sfacciate,
io penso anche a certi film di confine fra il kitsch e la nouvelle vague

senza nemmeno il conforto di una controfigura
noi, bambina e non bambina, con le mani nude
andremo incontro alle telecamere

nel frattempo si saranno licenziati gli elicrisi
conteremo le piogge
fisseremo i quadri successivi

Dove sono?

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