alveo

23 marzo 2020 § Lascia un commento

e poi andremo a La Rochelle,
sul mare, ricordi Simenon
e tutte quelle morti sfacciate,
io penso anche a certi film di confine fra il kitsch e la nouvelle vague

senza nemmeno il conforto di una controfigura
noi, bambina e non bambina, con le mani nude
andremo incontro alle telecamere

nel frattempo si saranno licenziati gli elicrisi
conteremo le piogge
fisseremo i quadri successivi

15 dicembre 2019 § Lascia un commento

come vedo il tuo corpo in azione
il tuo acciaio, la tua polvere –
e dire che avevo disimparato a guardare
a stare ferma con uno scopo
anche solo a stringerle le mani mentre scivolava nel sonno –
come vedo il tuo corpo
in azione, dicevo, il mattone, la pietra viva
che ti disfa come una narrazione contemporanea
come lo vedo
ora così lontano e privato del contorno
così preciso e diverso
come il corpo che mi si fa addosso mentre mi appoggio
(piano, perché non resti il segno)
alla rete del tempo.

18 ottobre 2019 § 1 Commento

quante cose non avevamo considerato
lo stupore immanifesto
la lievità del respiro nel sonno dolce
i lieviti fra le nostre mani così separate e disilluse

come un tramonto su una spiaggia affollata di negoziazioni

e le persone, tutte le persone incontrate
con quel tutto da dire e quel niente detto
insofferenti ai bambini che muoiono di continuo

come potevo essere diversa

come, come potevo trovarmi ancora un nome
senza considerare le conseguenze.

3 ottobre 2019 § 1 Commento

sono una brutta persona, irene, perché
quando canticchi per mezz’ora di fila
dov’è il mignolo
rimpiango i tempi in cui sceglievo fra tavolo e divano
sono una brutta persona
perché non ti stiro le magliette
perché di notte quando ti svegli ancora 4-5 volte
mi capita di lanciare improperi
senza nemmeno abbassare la voce
e ti mando a quel paese
sono una brutta persona
perché mi preoccupo se non mangi se non dormi se ti ammali
perché penso che il tuo viso quando dormi o fissi il paesaggio fuori dal finestrino
sia la più bella opera d’arte in senso assoluto e universale
perché sei la più intelligente e acuta e guai a controbattere
perché quando mi guardi e mi accarezzi penso
che nessun altro mi amerà così
sono una brutta persona
perché ti ho voluta così tanto da averti
e ora che ti ho
vivere è un casino immondo
di fioriture e ustioni.

26 settembre 2019 § Lascia un commento

in quel pezzo di pelle che le manca
a definirsi una persona, a perseguire il suo
obiettivo che è, in fondo, di avere un obiettivo,
in quel frammento di derma mancante e smaltito
in quella carne a vista non più traslucida e già
sulla via della cicatrizzazione, in quell’angolo
della nocca passato da convesso a concavo
in quei contorni sottili e scuri lasciati dalla colla
del cerotto, in quella piccola ferita, così
trascurabile e curata, spiata, baciata affinché
guarisca prima, in quel quadro seicentesco
dove ripara la sua mancanza, il suo proposito
incerto.

6 giugno 2019 § 3 commenti

la rabbia:
un sentimento d’occasione
che ti spinge ad accanirti sulla tua propria testa

pugni
fra i capelli
eventualmente
anche al muro
che è ruvido
e ti contude le nocche

nel frattempo
un fagotto è posato vicino
a te, da qualche parte,
non risentendo della risacca.

4 giugno 2019 § 1 Commento

e ora
a quale voce ti affidi?

a quali centrali idroelettriche
chiedi luce?

dove trovi
l’utilizzo del tempo
al di fuori della tua gabbia?

su quali mezzi viaggi
ora che tutto è fermo?

chi traduce i tuoi caratteri incolmabili
sono io

io che do voce
senza permesso
né mandato.