Jack&Jack

7 giugno 2017 § Lascia un commento

Ci sono particolari che lei ricorda con profonda
malinconia, quando pranza da sola.
Il pulsare roboante della risonanza magnetica.
Le orme di una bambina spaventata nel deserto.
Quella volta che aveva tre figli biondi.
Le unghie curate in un lunedì di pioggia battente.
Il dispiacere di pranzare sovente da sola.

Annunci

Jack&Jack

5 giugno 2017 § Lascia un commento

Lui vorrebbe regalarle un fiore per un paio
d’ore, una prognosi riservata, una condotta
esemplare. La vede arrancare nell’estate,
dissestata sulle ore più calde e furiosa
sugli imprevisti, il viso terribilmente stanco
come un giardino decomposto. Questo pensa
guardandola e poi non se ne fa nulla, resta
quell’intenzione che prende solo forma e
miseramente, quasi una boutade fra sé e sé,
un singhiozzo, uno spuntino di metà mattina.

Jack&Jack

4 giugno 2017 § Lascia un commento

In questi giorni lui cede e apre il petto,
scruta il cielo e non bada alla polvere,
soccorre un uomo che ha le convulsioni
e spazza via le briciole dal tagliere con
il palmo della mano. In ognuno di questi momenti
pensa che lei è distante, come sempre
ma in maniera più nitida, con gli occhi
che si allontanano ad altissima definizione
ed è come assistere a un delitto, dormire
in un letto singolo, mangiare fino a sentire
la nausea, come una colpa, come un peccato.
Potremmo dire che chi narra
scrive una fine per non viverla, o dare la colpa
al governo, all’immigrazione.

Jack&Jack

3 giugno 2017 § Lascia un commento

Lei a un certo punto è convinta
di aspettare un bambino, lui dice speriamo
che sia una colomba, una piccola
colomba infuocata che prenda il volo
non appena ti riesce e ti esce,
nelle tue piume impiumettata, un
uccellino bianco come una pavlova,
tutto da mangiare, tutto pieno di voli.
Dopo qualche giorno la convinzione
è bella che sepolta. Siamo fottuti amore,
gli dice, la colomba non c’era.

Jack&Jack

2 giugno 2017 § Lascia un commento

Lettera senza data, su carta a quadretti.
“Ho le gambe corte, per questo
dovresti amarmi, farmi un monumento
sconclusionato con due zampe
brevi e cicciotte, però belle, perché
io le vedo così belle che l’acciaio
potrebbe averle fatte: ho le gambe cortine e il passo
lungo, per questo mi amerai, contro ogni
ragione, mi metterai in testa una corona
di foglie e fiori, mi farai botticelliana,
ricamata dentro un’anguria con un poco
di morfina per tenermi calma, me e le mie belle
gambotte, e ora voglio una tequila.
Baci, buonanotte, va’ al diavolo.”

Jack&Jack

1 giugno 2017 § 4 commenti

Ci sono giorni in cui non vivono insieme
giorni in cui non sono nemmeno una coppia
o non ancora. Dal divano sul quale è stesa,
guardando un film sudamericano, immagina di
scrivergli un messaggio: ciao, dovremmo vederci,
vengo a casa tua, guardiamo un film, o almeno
iniziamo a vederlo, finché non mi scosterai
i capelli dalla fronte e mi dirai sei bella, sei bella
come se qualcuno lo avesse scritto per bene
,
e a quel punto ti lascerei mettere le mani un po’ dappertutto
ci toglieremmo i vestiti e faremmo tutto il resto
in pratica ce ne andremmo dal film, staremmo via
a lungo, una o due ore, cinque minuti. Poi non gli
scrive, guarda il suo film sudamericano, le mani
casualmente attorno al corpo: senza che lui
esista.

Jack&Jack

31 maggio 2017 § Lascia un commento

Questa continua a essere, anche oggi,
una storia di corpi. Gli antropologi farebbero con loro
quello che fanno gli archeologi, trattandoli con estrema
cautela, facendo sì che gli agenti esterni
non possano determinare alcun ritardo, né influire
sul risultato che si spera di ottenere:
la conoscenza. Cercano fra le pieghe dei loro
contatti come si fa con le pietre, con l’oro, usano
pennelli con setole morbidissime. Quando trovano
qualcosa di certo, di innovativo, pubblicano articoli
su riviste specializzate, in inglese. Loro
intanto continuano a vivere come niente fosse
in quanto davvero nulla è.