cantiere

22 gennaio 2015 § 1 Commento

pertanto interrogo i tuoi pori e loro
urlano nell’ora azzurrina del mattino
d’inverno, la tua pelle trascurata e
amata, tutta da vedere, vera e non
replicabile. ci disgreghiamo ogni
giorno nonostante ci siano esempi
di unità da seguire, in mutazione
ogni minuto e mai uguali – i tuoi
pori che conosco e non conosco,
la realtà sulla quale restiamo in
equilibrio costante e precario con
le mani ben salde al polsi.

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fenomeni di collisione

21 gennaio 2015 § Lascia un commento

viandanti, cinte murarie, il ponte:
il tuo sguardo in guisa d’una confessione,
la capigliatura rossiccia: tu mi guardi negli
occhi fissamente, nelle stanze segrete del
tuo pensiero impera il clamore del tuo caro
potere. basta poco per prendermi e metter
mi in bocca il cartiglio che comanda senza
dire, ma solo per osmosi di parabole. io
vago, vagherò nel tormento, senza mai
trovare il conforto, la paglia cara, il bel
mattino.

fenomeni di collisione

11 gennaio 2015 § Lascia un commento

il momento perfetto deve ancora venire –
tu sei il mio tesoro e io ti scruto dalla
distanza raddoppiata dello specchio
mentre fingo di vestirmi o svestirmi o
sciacquarmi le mani, ti controllo e fin
qui tutto bene ma, tesoro mio, quando
tu guarderai appena un poco altrove io
ti sarò addosso, ti farò mia, non vorrò
più lasciarti andare e ogni tuo arto, le
tue braccine e le tue gambine, il tuo
dolce capo agghindato, si muoveranno
solo come quando lo dico io, tesoro mio
bello, mia dolce bambolina di pezza.

l’ago e il pennello

8 gennaio 2015 § 3 commenti

l’ampiezza del torace, o l’aver mentito:
poco incide il guardare il soffitto o mettere
una mano davanti alla bocca, se lei è girata
dall’altro lato e tiene gli occhi chiusi chiusi.
ma lui indugia, rappresenta la menzogna
con colori sapidi, urlati, pungenti, e le
propina una scusa più mendace, le bacia
il collo, si mette nella posizione di colui
che chiede perdono. tuttavia lei già da qualche
minuto ha smesso di rispondere, entrando
in una fase appena più profonda di sonno,
ignorando l’incalzare di ansia al suo fianco.
finché dorme lui sarà insonne, ma quando
si sveglierà sarà lui ad addormentarsi, con
la stanchezza a estirpare il problema, con
gli occhi a decidere che non se ne fa nulla.

l’ago e il pennello

7 gennaio 2015 § Lascia un commento

la severità dei caselli autostradali
e l’aspetto duro del tuo viso quando
riemerge dall’asfalto disgregato –
conta pochissimo aver vissuto e
aver visto, non contano i copertoni
esausti e le loro tracce incolpevoli.
lasciarono a noi la fatica di levare
il cuore della strada sfollata. il tuo
viso rimase lì per molti anni: quando
i caselli furono rimossi e dimenticati
io ti vedevo ancora.

catalogo per nomi e per cose

2 gennaio 2015 § 3 commenti

oh, aruspici o piccole gemme addormentate
cose possibili solo di notte, quando tutti
guardano e nessuno vede, e noi riusciamo.

al padre

1 gennaio 2015 § Lascia un commento

quando ti penso
è tutto più o meno un macello
e mi si tende la pelle
come a tornare bambina,
dove si poserebbero le tue
mani sulle mie spalle
come in un sogno
fresco di mattina.

Dove sono?

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