La cucitura

16 ottobre 2017 § Lascia un commento

Nella tasca conservava l’aceto, il luppolo, le dominazioni
in fermento del del respiro e la chimica necessaria
ad assolvere la vita. Esistere, uno sbaglio netto portato
a raddrizzare lo sguardo. Le mani. Le colonne e la forza
dei dorsali. Alzarsi come il sole e abbassarsi come la nebbia.
Lo schianto del divenire e l’asciutta, morbida consistenza
del riconoscere il lievito, il nodo.

Annunci

Jack&Jack

14 giugno 2017 § 5 commenti

Lo immagina differente.
Lui che esce dal caffè Florian tenendo per mano una bambina scalza.
Lui e la leva del cambio in un’inquadratura imprecisa.
Lui, fisso sull’orizzonte, spoglio come un faro in disuso.
Lui che tempesta sugli scogli reggendo un’armonica a bocca.
Lui e le donne che è stato, appiattite dietro la tenda.
Lui e la maldicenza, arroccamento impietoso.
Lui presso di lei, come se bastasse dire semplicemente:
lui.

Jack&Jack

13 giugno 2017 § Lascia un commento

Dal soffitto i leoni la guardano e la stanchezza
è un’orchidea in declino, non si da pace
allora con le dita si sfiora il ventre
e torna alla veglia. Il ventre è ancora lì
gonfio e abilitato
una silloge accresciuta nel compiersi della stagione
la maturazione nei pressi dell’inverno
il coccige affaticato. Lui non osa toccarla più di tanto
è già in competizione col figlio, in soggezione
nei confronti della figlia, lo spaura ciò che sarà:
la prosecuzione, l’efficacia degli atti.

Jack&Jack

12 giugno 2017 § Lascia un commento

Lui darebbe non so cosa per rincontrarla
una prima volta. Accadrebbe per caso,
sera inoltrata, dopo le 23, in un locale
anonimo e polveroso come ce ne sono
non appena finisce il quartiere alla moda, nelle metropoli,
uno di quei locali dove la gente beve
qualcosa a caso, al tavolo sola, con davanti
il computer o lo smartphone o entrambi,
e lui, appostato al bancone e indeciso,
spierebbe nella sua direzione, nemmeno combattuto,
piuttosto deciso a guardarla e non tentare nulla
finché lei non se ne andasse, e lui
non la seguirebbe, certo di incontrarla
nello stesso posto e per caso in altre occasioni,
e quasi sperando che non accadesse, restando
con un quinto di cuore intrappolato
nell’innamoramento inconclusivo verso una persona
vista una volta, desiderata oltre misura, mai più ritrovata.

Jack&Jack

9 giugno 2017 § Lascia un commento

La mattina era una musica che la sentiva nascere,
appena sbarcata, oltre la chimica del corpo, con i
piedi a esplorare il letto fingendolo sconosciuto.
La sua riva era baciata dalla luce: la luce esplodeva.
Come stai, le chiedevano, bene, sono molto felice,
rispondeva. Ottobre proseguiva, ma questo non è
degno di nota. La vita si ripopolava di porte.

Jack&Jack

8 giugno 2017 § Lascia un commento

Così giunsero al termine le interminabili tazze di tè.
Un clangore, e poco altro annoteremmo sul termine
ultimo del cambiamento: le cui dimostrazioni erano
potenziali, e come tali si espressero. Crebbe dentro
e crebbe fuori, come un corpo, come numerosa, e
lei ebbe una direzione, un trasporto finalmente a darle
la decisione, il prospetto, il bugiardino: che le cose
possedevano il senso, il significato ultimo del
generare.

Jack&Jack

7 giugno 2017 § Lascia un commento

Ci sono particolari che lei ricorda con profonda
malinconia, quando pranza da sola.
Il pulsare roboante della risonanza magnetica.
Le orme di una bambina spaventata nel deserto.
Quella volta che aveva tre figli biondi.
Le unghie curate in un lunedì di pioggia battente.
Il dispiacere di pranzare sovente da sola.