l’ago e il pennello

30 novembre 2014 § Lascia un commento

oggi non possiede che un maglione
infeltrito al quale rendere conto, o la
molletta di plastica che malamente
trattiene la massa dei capelli poco
sopra la nuca. l’usura del tessuto
crea, nel pantalone, una sacca di
sconforto appena sotto il ginocchio,
quando lei è in piedi non ne terrebbe
conto, ma accadono specchi a renderle
l’immagine impietosa della sua figura
abbandonata sull’orlo dell’inverno,
nessun albero da addobbare, solo
qualche messaggio pubblicitario
nella posta a mentire un sentito
augurio – e il suo ventre che, lei
non sa, trattiene vita e porta avanti.

fenomeni di collisione

30 novembre 2014 § Lascia un commento

si dice che questo fico abbia più di
centocinquant’anni, la sua corteccia
sbalorditiva come pelle di elefante,
fortezza di linfa come noi e i nostri
cuori serrati forte forte nel duro del
petto, e nessuno tenta di segarci in
due poiché sembriamo tanto coriacei.
ma quando c’è sole essudiamo i frutti
prodigiosi della nostra debolezza –
qualcuno li mangia piano guardando una
donna che allatta il suo bambino, e
questo è come noi sbagliamo, questo
è come noi spalanchiamo i nostri cuori.

l’ago e il pennello

23 novembre 2014 § 7 commenti

a cinque minuti dall’inizio appare
una londra molto grigia, fuligginosa,
assolutamente priva di luce naturale,
dove i fari delle automobili datate
nemmeno appaiono come miracoli.
la pioggia è pioggia, fredda, bagnata,
sporca, insomma, una di quelle londre
che nessuno si permetterebbe più
di mostrare – e lei accompagna
dietro l’orecchio un’indisciplinata
ciocca di capelli, l’orecchino di
pietre per qualche istante ondeggia.
quindi sposteremo l’inquadratura
sul primo bottone del loden. poi
la città termina, iniziando i soliti
dialoghi.

canzone

22 novembre 2014 § 3 commenti

quando cominciò
erano giovani
poi la polvere
prese a cadere
con la ferocia
delle precipitazioni
che sanno
di non essere
atmosferiche.

quando finì
non erano più
giovani
non erano
ancora
vecchi.

fenomeni di collisione

18 novembre 2014 § 2 commenti

una grande bocca che divora lo sguardo
nel molto nero del palato, e il sapore
del mattino che nessuno rivelerebbe:

forse chiamerò speranza i miei piatti da lavare.

Forum Anterem 2014 – Di un altro dire

11 novembre 2014 § Lascia un commento

Per chi di voi fosse a Verona o dintorni, sabato prossimo venturo: un’occasione per incontrarci.

letteraturanecessaria

forumanterem

Forum Anterem 2014

Di un altro dire

Premio Lorenzo Montano XXVIII edizione

Biblioteca Civica di Verona

Spazio Nervi

Sabato 15 novembre

ore 14.00

IL DIRE POETICO E GLI STRUMENTI CRITICI

Poesie, prose e saggi degli autori finalisti al Premio Montano

Parte prima

Primerio Bellomo, Pietro Antonio Bernabei,

Giovanni Campi, Martina Campi, Alessandro Catà, Silvia Comoglio,

Romano Morelli, Michele Porsia, Sofia Demetrula Rosati,

Greta Rosso, Luigi Severi

Riflessioni critiche della redazione di “Anterem”

Giorgio Bonacini, Rosa Pierno

Commenti musicali per pianoforte

Francesco Bellomi

A cura di Ranieri Teti

ore 15.30

OMAGGIO A TITO MANIACCO

(Udine 1932 – 2010)

Poesie per il XX secolo

Interventi

Marina Giovannelli

Luigi Reitani

A cura di Flavio Ermini

ore 16.00

IL DIRE POETICO E GLI STRUMENTI CRITICI

Poesie, prose e saggi degli autori finalisti al Premio Montano

Parte seconda

Alessandro Broggi, Enzo Campi, Rita Florit,

Simone Zafferani, Paola Zallio

Riflessioni critiche della redazione di “Anterem”

Mara…

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l’ago e il pennello

11 novembre 2014 § 2 commenti

bella e brutta come l’america
quei meravigliosi luoghi comuni
chiamati taxi, stazioni di servizio,
marciapiedi, e le villette chiare
che sorridono mostrando i denti,
le cucine molto luminose, con
due forni, scarpe da ginnastica
bianchissime, lei alza il braccio
posandolo sul tavolo, allunga la
mano verso di lui, arrivando a
toccargli la manica attraverso
la quale lo accarezza piano e
sorride, gli dice grazie per avermi
portata a casa, ero così sola in
america.

l’ago e il pennello

7 novembre 2014 § Lascia un commento

la camera verde, il tulle, le tende decorate
a fiori, il boccolo biondo che raccoglieremo
in vasi cui cambiare l’acqua sovente: non
riconosci l’impianto, la scena primaria? non
vedi appena fuori dalla porta l’ombra dell’
uomo che ti viene a prendere? giochi col
boccolo, scrolli la cenere, non rispondi.
io attendevo un gesto almeno scriteriato,
che lanciassi la valigia di cartone contro
il muro, che chiedessi una bella pezza
imbevuta di cloroformio. così avrei potuto
riscrivere tutto. ma l’immobilità ti preme
e l’atmosfera non ti deforma, tu umana
intatta e sagomata, tu fiore in cartapesta.

fenomeni di collisione

4 novembre 2014 § 2 commenti

quelle piccole croci, punti mal posati, che le
segnano il cranio minuto, e la cartografia della
pelle con mille strade che si incrociano o non si
incrociano – quelle inquadrature che fanno la pupilla
molto grande e uniformemente accelerata: ci sono
amori che nascono storti e quella è la sola maniera
che hanno di crescere diritti, come il seme che nel
muro verticale e inospitale prende dimora, attecchisce,
crea una cartolina dei nostri corpi allacciati all’autunno.

fenomeni di collisione

3 novembre 2014 § 1 Commento

i tuoi capelli come cavi ottici di immane portata
quando scendono lungo il tuo sterno bagnati e
quindi vinti: non il piccolo grazioso paese di grosse
pietre ammonticchiate, nei boschi che cambiano
paese seguendo le stagioni come un cane a coda
bassa. mi occorrevano stagioni non codificate,
da allacciare ai cavi allucinatori dei tuoi capelli,
a trasmettermi galassie che le parole non avessero
ancora trasfigurato.

fenomeni di collisione

2 novembre 2014 § Lascia un commento

dammi, occhi belli, un collo irto irto di
nervi, terminazioni, sentieri scoscesi
fammi vedere le costine del collo della
maglietta, voglio vedere se tira se è
molle se le spalle gli fanno qualcosa,
occhi belli, belli quando luccicano e
non sappiamo perché, e magari è solo
una lampada strategicamente accesa
nel mio guardarti piano e lontano.

Dove sono?

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