il disgelo.6

28 novembre 2012 § Lascia un commento

quanto disastro
quante macerie nei tuoi zigomi cristallizzati

le scale crollate sotto i nostri piedi
i ricordi a impastarsi nelle pozzanghere come il sangue dei soldati
il mio silenzio di rassegnazione

le macerie che non riesco a spazzare via
i miei zigomi vuoti di canti.

il disgelo.5

25 novembre 2012 § 2 commenti

le caffettiere arrugginite fino al midollo,
i vecchi materassi pieni di morsi e polvere
irragionevole. dove si nascondono le
bambole fantasma? dove le conserve
vecchie settant’anni? dove hai riposto
i vecchi pattini di plastica coi quali amavo
cadere? sotto la ruggine, sotto la polvere.
nemmeno si sono mutati in alberi. o ortiche.

il disgelo.4

23 novembre 2012 § 3 commenti

era qualcosa di più forte del fango secco sotto le nostre suole, era
un’intubazione che lasciava la gola dolorante
così da incastrare le parole là in basso, da qualche parte.
non ci saremmo arrischiati in ulteriori prove di forza.
bastava il fatto di essere lì, uno di fronte all’altro,
i volti scomposti e umidi.

i paesi.5

21 novembre 2012 § 2 commenti

c’è una crepa in tutto
una crepa in ogni risposta.
le senti mormorare tutte insieme,
la notte dopo le undici, quando
chi non ti ha ascoltato non ti
ascolterà più. loro mormorano
e danzano, avvicinano e
allontanano. consumano
pianissimo la materia più
resistente. finiscono col
crollare e crollarsi. restando
crepe anche quando non c’è più
nulla da separare.

catalogo per nomi e per cose

20 novembre 2012 § 2 commenti

non meritavi tutto questo
questa fenice escoriata e vendicativa
i suoi artigli senza pietà

catalogo per nomi e per cose

14 novembre 2012 § Lascia un commento

è una rifrazione errata della memoria
uno schianto in bozze, un crollo mutissimo.
le mie mani fra le tue. una cosa impossibile.

i paesi.4

11 novembre 2012 § 4 commenti

ci sono paesaggi che esistono per
essere ritratti sotto la pioggia, o attorno
al suo passaggio, come certi pendii
boscosi le cui piante adoperano le
tinte molto consapevoli dell’ocra e del
verde smeraldo. vi si recano adolescenti
confinati, bambine ansiose e uomini
anziani e gonfi d’astio. il terreno è
grasso e cedevole, talvolta aleggia
la nebbia biancastra ma non è
indispensabile. in questi paesaggi
film scorrono senza sosta, con
trame rudi e ridondanti. ogni
volta che ne vediamo uno ricordiamo
quanto l’autunno è necessario e
sempre, indiscutibilmente, sereno e soffocante.

Dove sono?

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