fenomeni di collisione

28 dicembre 2015 § Lascia un commento

si distacca l’aorta da questo
disastro edile che ho narrato
fino allo stremo, e puntando
i fari sulla strada dissestata
a evidenziarne le buche –
questo disastro emotivo e
edile che ho viziato negli
anni picchiandolo, tenendolo
stretto al petto: espiantata
dal cordoglio, e ora respiro.

La fine del sale.

23 dicembre 2015 § Lascia un commento

1
Questo non è
nucleare.
Manca la spinta
nell’abitacolo,
la terra sgretolata
nel frastuono –
assenza di
vibrato.

2
Come soggiacendo
a una chimica
primitiva
imbracati
all’abbecedario,
e senza l’esplosione 
primaria
installati
permanentemente
nella costruzione
del senso.

3
Nel motore prendiamo
forma
aggiungendo piani
all’onda 
della popolazione.
Un disavanzo di 
materia 
ci assegna alla
geologia.

4
Nell’affresco
imposto infine
il delitto:
Non
ci sentiamo
benissimo.

fenomeni di collisione

21 dicembre 2015 § 2 commenti

all’inizio è un bordo e promette.
poi sfrangia e si fa reggente di
un concetto molto più ampio
che noi vediamo ma non possiamo
comprendere. crescendo ancora
sfuma e non cede, piuttosto
divora. a un certo punto mi arriva
davanti, io che ci spingo un piede
dentro, a vedere se è vero che
scalda e brilla. questo giorno di
muta che chiamiamo sole e che
non sempre càpita.

alveo

16 dicembre 2015 § 2 commenti

quando eri molti anni fa, nel pieno
del furore delle macchie, coi cuscini
fra i denti a fissare il tuo guardaroba
con tutto quel significato denso e
oleoso dei vent’anni, con quel fiero
insicuro incedere di chi sa e non sa
a puntellarsi con le ginocchia aperte
sul tappeto, a dirsi che tutto va bene
e tutto andrà male, con gli occhi a
spuntoni attorno ai quali rapprendere
un’insistenza di forme e geometrie,
quando antidiluviana non osavi
crederti o anche solo toccarti le spalle
o la schiena mai davvero dritta, quando
eri la ragazza che non cresceva e
non sapeva di non dover fare altro
che decrescere oltre il corpo, quando
la parola fica era un trauma e non
osavi pisciare con la porta aperta,
con la pelle raggrinzita, quando tu
eri pelle e non riuscivi a contenere
il tuo corpo.

fenomeni di collisione

16 dicembre 2015 § Lascia un commento

aspettava il senso dolce della
solitudine come un sintomo blu
appena oltre l’evolversi della
manica, e mentre estraeva le
sigarette dal pacchetto aperto
sul tavolo vedeva i corpi e i
ventri ben saldati al livello
della danza, con quei colori
così accessi e profusi. sul
capo attento e sorvegliato
albeggiava un’idea di essere
una persona appena più vera
nella notte che schiariva piano
verso le coste, e l’addolcirsi
della crosta terrestre come un
tessuto fuoriuscito dal cuore –
dove si lasciava, soddisfatta e
decisa, apprezzare finalmente
anche la noia e lo scontento,
sul marciapiede che le preparava
casa.

fenomeni di collisione

13 dicembre 2015 § Lascia un commento

la pioggia sui ventenni che vivono
nei paesini di mare, con i loro occhi
color nocciola digradanti al verde,
e le spalle luminose che il mare
apre e amplia ogni giorno: vediamo
i loro capelli gocciolanti e vorremmo
farne un figlio, un marito litigioso:
finché la sabbia non da scampo,
finché non arriva la luce dell’inverno.

un pezzo d’amore

10 dicembre 2015 § Lascia un commento

amore mio precostituito e infame,
amore mio cattivo, opportunista
e un po’ molle, senza scacchiera
ti muovi male, non ti supportano
le suole: quando noi cresciamo e
ci stringiamo le mani contro le
pance tu sei già sparito, alla ribalta
del retro del mondo, e non sei più
il nostro amore.

Dove sono?

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