cortometraggio

28 settembre 2020 § Lascia un commento

casta diva cantano i sottotitoli
e lei si attiene a un copione di disappunto
coi veli
e i seni interi
 
dove lui la raggiunge su un piano
parallelo, appena intravisto
 
senza scarpe
 
quasi fosse un aeroporto, un luogo
casuale dove l’amore si spezza
particolato
e lei lo attraversa
non indenne

ridondanze

25 settembre 2020 § 3 commenti

tardi, presto, perché trema il seno
contro la tenda di settembre, mobile,
regolamentato e trasgredente, il
suo nome come quantità di foglie
che il selciato sopporta:
nella solidità del legno che sostiene
i polsi ci raccontiamo un tempo
selvatico e senza malattie
dove curarci il puro fatto di
esistere.

ridondanze

11 settembre 2020 § Lascia un commento

difformi, ignari, uno specchio conforme
e piuttosto elementare, mentre corrono
corrono verso gli specchi modulati delle
fontane, dei pianti, dei quadri desolati
coi quali abbiamo apparecchiato questi
anni, questi rapporti alterni, colonnati,
stilita io e la mia razza affamata, quattrini,
ancora specchi, l’assenza che insulta e
incede, la variabile assunta, crescere,
modulare, riquadri, servire, la cucina
affrescata e ignara, un natale appassito,
settembre.
 
postumi.

ridondanze

9 settembre 2020 § 1 Commento

c’è un fiordo che non ci si stacca
di dosso, e il veleggiare da tempo esaurito –
il vulcano esausto, le glaciazioni prossime, 
i petali di neve. dove poggio il piede 
voragini e crepacci. il mondo uccide.
stanno morendo le cose, i sassi, i baci.
i figli sono cose immense che ci esplodono
fra le mani, davanti, lontanissimi dai nostri 
corpi. cosa stiamo facendo. abbeverandoci 
ma senza sete. e la malattia nei caratteri
incerti, puramente rappresentativi.
ma di cosa. quando tira un vento forte 
e noi non conosciamo il significato di
affondare. ma vivi. clinicamente 
vivi.

Dove sono?

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