fenomeni di collisione

25 maggio 2015 § 4 commenti

il ventidue novembre a dallas: un naufragio
senza colore, con la speranza che rincara
la dose – alcuni attori morirono lontani e
soli nello stesso giorno, senza folla e urla
di sgomento. io stessa non so scegliere
fra il pieno e il vuoto, le celebrazioni che
conosco e comprendo e il dolore di cui non
so né mai saprò alcunché.

fenomeni di collisione

21 maggio 2015 § 1 Commento

le aree urbane proibite, come i tunnel
della metropolitana, i cantieri da anni
abbandonati e i tetti di palazzine ad
uso uffici – quelle zone iniziatiche e
misere, interdette ed esotiche che noi
possiamo solo scorgere a distanza di
sicurezza o violare in sogno: come un
corpo intoccabile che le nostre mani
conoscono per forza del desiderio.

l’insostenibile

20 maggio 2015 § Lascia un commento

a un certo punto le scale sparirono.
murammo le finestre, lasciammo che
si scrostasse l’intonaco delle nostre
abitazioni. accumulavamo i piatti in
pile instabili, sui ripiani della cucina.
la plastica era un bene irrinunciabile,
e non volevamo separarcene. le porte
restavano chiuse a lungo, addirittura
le bloccammo con scatole colme di
ritagli di giornale. il mausoleo era
rappresentativo, narrava le nostre
scelte: era la tabella nutrizionale delle
persone che avevamo assembrato.

l’ago e il pennello

18 maggio 2015 § Lascia un commento

non sai se è una cinepresa o un motoscafo.
c’è il mare che tace, ma non sta immobile, è
piuttosto increspato nel giorno che parrebbe
settembre. una sola nuvola che potremmo
scoprire fumo, fumo chiaro. un’attrice ferma
sugli scogli vestita di colori stanchi. la mano
della luce a posarsi sulle superfici e sbiadirle,
lasciando il resto quasi in penombra. gli scogli
ora si placano, sciolgono in sabbia grigia, o
poco più chiara. poi il sole riappare, il rumore
s’arresta: non era che qualche minuto di cose.

un pezzo d’amore

17 maggio 2015 § 2 commenti

tu vieni via con poco, bella mia
mia piccola fragola di sabbia che
la rabbia non scioglie, camera da
giorno senza finestre – vieni via
con quasi niente e io faccio luce
come posso – mio piccolo paradiso
di cemento, mia dolce risacca.

fenomeni di collisione

16 maggio 2015 § 1 Commento

le case bombardate che viviamo dal
finestrino di un treno, o quelle dipinte
di giallo con un giardino sul retro e le
lenzuola bianchissime stese al sole –
è un incedere arreso di stradine di
servizio con le biciclette ad arrugginire
presso ruscelli che di innocuo hanno
solo la sembianza. io provo a coltivare
immagini più abitate ma i visi non le
entrano: così mi trovo in un tinello
angusto, finché un’accelerazione non
mi strappa via.

fenomeni di collisione

12 maggio 2015 § 1 Commento

ingoio il binario successivo.

la prestanza eccessiva degli
alberi in primavera, così verdi
e sbocciati e inconsapevoli di
altre stagioni – ma qui la nebbia
ci rimprovera dall’alto, severa,
ed è un’inconcepibile brusca
frenata: dove la nera galleria ci
assorbe e questo schermo non
rimanda più immagine, solo
il suono sordo di un film
interrotto.

Dove sono?

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