fenomeni di collisione

29 ottobre 2014 § Lascia un commento

allora ti piaceva proprio quella fossetta sul
mento, la barba di qualche giorno e quel
cranio liscio da prendere fra le mani, come
quello di un neonato – enorme e invadente –
che potessi partorire per poi immolartici,
preda e predatrice, ma senza schemi, nel
caos ammorbante dell’impeto. così l’amore
non passava, non poteva passare, era uno
sfogliare un catalogo e immaginarsi un
abbagliamento o un arredamento diverso,
ma nessuna realtà nell’accadimento, solo
un piacere, un godimento repentino, monco,
subito sparito fra la carta o fra la polvere
spazzato via.

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l’ago e il pennello

28 ottobre 2014 § Lascia un commento

lui avrebbe detestato il silenzio, avrebbe voluto
una festa: così ho provato, col timore quieto che
nessuno venisse, un’urna vuota di cenere che
custodivo con immotivata ansia. piatti ammucchiati
da lavare per settimane, divertimento o una noia
mortale, cosa pensare, cosa attendermi. questo
detto il mio tentativo si fermava al pensiero, non
organizzavo festa alcuna, nessun invito mandato,
un cimelio di azione impossibile da concretizzare,
una promessa inesaudita, una menzogna sotto
ogni aspetto. i resti di me cesellati e inutilizzabili.

28 ottobre 2014 § Lascia un commento

intrappolate in bassorilievi particolareggiati
dove finiamo sempre squartate, sezionate,
esibite coi nostri visceri che crollano, le
mani che ci tremano e il capo anche, non
c’è requie per queste esposizioni che ci
portano indicate e prese a male parole.
questo sonno che non troviamo. questi
tavolini all’aperto che non ci concedono
nascondiglio. io non lo so dove sta l’errore
che si perpetua e rafforza e ci fa fuggire
sempre, sotto il peso di parole che invece
potrebbero esaurirsi, recare il sollievo dei
gesti, prendere la concretezza della verità.
questo silenzio che è un rifugio a termine.
questo silenzio nel quale ti devo parlare,
loredana, per mantenerti nelle mie mani
e nel tuo nome, per farti un bassorilievo
chiaro, pulito, che nessuno più riscriva
male.

fenomeni di collisione

16 ottobre 2014 § Lascia un commento

cos’è questa forza che non controlli che
dirompe che risuona come tacchi vuoti
a lungo sul selciato, cos’è questa sfumatura
scura che ti tinge il corpo e lo scrolla a linea
e punto, qual è il punto, la potenza della
debolezza, la tua morte chiusa a chiave?

1996

13 ottobre 2014 § 6 commenti

la stufa elettrica bastava alle sere nella cameretta
e io sfogliavo un fascicolo su franca rame e dario fo –
c’era negli scalini per il piano superiore quel foro
che apriva un’inquadratura sulla doccia, così sempre
temevo di essere spiata o, forse, nei miei quattordici
anni, lo potevo anche sperare – asciugavo i capelli
lunghi davanti al fuoco del camino che avevo acceso
verso le due del pomeriggio, al levare delle mie ore
da sola, poi accendevo radio tv cane gatto e libri
a smorzare, parlavo coi muri, mi rispondevo, era
un sorgere difettoso di adolescenza mozza – era io,
così embrione.

catalogo per nomi e per cose

13 ottobre 2014 § Lascia un commento

le nostre crociere benedette
dietro le linee dell’ordine, fatte
a modo loro, in contrasto talvolta.

l’ago e il pennello

9 ottobre 2014 § 3 commenti

quelle pozze di acqua morta che da anni
risiedono nelle gallerie automobilistiche
e le porte grigie semiabbandonate che
sembrano dare su un muro di mattoni
nudi, dalle quali chi dovrebbe passare?
un bambino? un uomo anziano con al
seguito un cane senza razza? un uomo
in giacca e cravatta in ritardo a un appuntamento?
ci sono storie che non si eseguono da nessuna
parte perché non hanno inizio fine né morale.
queste storie che sono disposta a narrare
non appena affiorano ai margini inadeguati
di uno schermo, e io casualmente le afferro.

Dove sono?

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