scena.6

16 febbraio 2012 § 4 commenti

niente aveva da dire se non che
niente c’era da dire, e che le giornate erano semplicemente
costruite e prive di un lato b, o un negativo,
non li avrebbero rieletti dalle pagine del giorno
poiché erano, e sempre, indelebili e irriducibili.

scena5

16 gennaio 2012 § 3 commenti

le ombre dicono “fuori è giorno, c’è sole e
tempo per mettersi alla luce e muovere.”
ma io tutto il tempo resterei chiusa dentro un uovo
a massaggiarmi i fianchi come se le mie mani
fossero altrui. descrizione romantica di pigrizia.

scena4

14 gennaio 2012 § 2 commenti

una forma pungente e ruvida di malinconia,
prurito, dissonanza, armi, lana scadente,
pelle secchissima delle mani, polvere ovunque,
sole fortissimo con temperature bassissime.
in casa, troppo caldo. una luce di cui non so che fare.

scena3

18 dicembre 2011 § 1 Commento

“Stamattina alle cinque c’era la luna.
Ora, vedi come il grigio s’è abbassato:
nevicherà.” In cucina l’odore residuo
della cena di ieri ci restituisce molto intimi.
Le tazze pronte, il pane affettato.
Il bollitore fischia.

scena2

6 dicembre 2011 § 5 commenti

ritiene impossibile dire la curva così come è tracciata,
lievemente, dai capelli umidi vicino alla orecchie
o la poesia che non risiede, se non sussurrata, in un
paio di slip di cotone, ripiegati, sul bordo di una vasca
da bagno, rivestita di piastrelle azzurre e spente;
nessuna finestra.

scena1

6 dicembre 2011 § Lascia un commento

le cicatrici brune sulla mano sinistra
lei spreme un fondo di limone nella sua tazza.
i movimenti misurati, calmi, appena teneri
“ti è passato il mal di stomaco?”

la trama nei movimenti, nelle cicatrici, nella tazza.
espungerla, impossibile.

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