Some poor therapy

18 ottobre 2010 § 3 commenti

Fa’ qualcosa che abbia un significato
stenditi, getta via una maglione vecchio
prepara una torta
resta un’ora, fermo, a guardare
la finestra di fronte alla tua
esci, invece che guardare una poesia
sii il tuo tempo
senza chiedergli nulla.

dice: ora reimpara a scrivere ciò che ti fa.

28 marzo 2009 § 4 commenti

io rimango sensibile alle perdite
quei suoni leggeri di corde
le urla strazianti del passaggio
il prurito alle dita mancanti
i delitti e il vuoto
precisissimo
dopo.

cosa ne dici di questi stracci stesi al sole a sbiancare?

4 febbraio 2009 § 4 commenti

Mi piacciono i discorsi chiari anche tecnici purchè chiari
Mi piacciono i discorsi oscuri anche tecnici purchè oscuri

La sola colpa del tempo sta nella bellezza.

(noir)

25 gennaio 2009 § Lascia un commento

Metto il cuore a dimora in un
gesto,
e poi scompare.

Sulla scena
troveranno solo
un gatto.

Meno probabilmente,
un libro
di poesie.

racconti in forma di cinque righe

22 gennaio 2009 § 3 commenti

Dove finiscono gli alberi non rimane nulla.
Il sole è un proiettore collaudato
io mi stendo sul palco a vista.
Non esistono giorni.
Il lago recita la sua scomparsa.

Cicadidae

28 novembre 2008 § 7 commenti

(a matteo, che mi ha dato
l’opportunità e lo stimolo
per lavorar sodo)
 
 

che cos’è una cicala?
eh?
una cicala.
-un animale. 
però non sono sicuro.

 

1.

di una cicala potrei
prendere vantaggio.
la senti certe mattine
da una stanza all’altra
che canta, quando è assente da sè.

2.

io la mia cicala
l’ho trovata già fatta.
l’ascolto, me la tengo stretta
ma un prato l’ha
prevista, riveduta, affinata.

3.

spolveriamo un appartamento
lavoriamo sodo per pagarne l’affitto
possediamo una dispensa fornita.
eppure restiamo cicale
che scrivono poesie per fallire.

4.

un giorno
essere cicala
sarà una formalità.

(quattro variazioni after a love song fo bobby long)

23 ottobre 2008 § 3 commenti

(senza nemmeno contare i furti)
(in p.)

il cuore è un cacciatore solitario,
spesso e volentieri intreccerebbe le dita
a fili scoperti, quindi cosa? si conosce? quanto bene?
il cuore è una porta girevole che spesso
si blocca su un vicolo cieco.

le mura dietro la tappezzeria del cuore, fradice
questo scrittore donna senza patente sa molte cose sulle case
suggerisce i nomi delle stanze
vuole amare i libri e spesso lo fa incondizionatamente
per il resto, a parte a volte il cuore, non si può dire che sappia molto.

l’ultima volta che ti ho vista eri una ragazzina e io
avevo la tua età, come ogni sera. aspettavo di tinteggiare le pareti
dei tuoi occhi dicendoti -non so- tua madre è morta ieri e
mi manca sempre moltissimo, mi manca da anni,
per quello volevo sempre che tu arrivassi.

oh, sei molto carina. fa’ come se fossi a casa tua.
prenditi cura dei gioielli sotto le costole. sorridi spesso. non giudicare.
l’unico rimedio a questi nostri cuori è tagliarsi la gola
per perdere questo oggetto inafferrabile
meraviglioso
cuore

cosa ne dici di questi stracci stesi al sole a sbiancare?

20 ottobre 2008 § 3 commenti

Noi dormiamo nel letto – ma il letto è lontano.
Muoviamo le gambe con l’intento di sondarlo
come nuotando verso un’isola – lontana.

cosa ne dici di questi stracci stesi al sole a sbiancare?

27 settembre 2008 § 4 commenti

Una fotografia di Tom Waits
-forse ancor più della sua voce-
spesso ci salva dall’abisso.

esce piano, lentamente, perchè non gl’importa dei mesi.

2 settembre 2008 § 1 Commento

improvvisamente penso a jenny che mi porgeva una ciotola con dei fichi d’india in pezzi, jenny che mi abbraccia perchè fa freddo, jenny con lo sguardo malinconico quando proprio non lo vorrebbe. jenny, jenny.

racconti in forma di cinque righe

19 agosto 2008 § 3 commenti

Non è silenziosa.
Attraversa gli anni.
Dove passa, facilmente striscia o graffia.
Sostiene che le nubi hanno ogni ragione di
tutte quelle mutazioni e dimostrazioni di forza.

senza progetto.14

18 agosto 2008 § 2 commenti

Stabilire un’età ragionevole per il decesso.
Lasciare la camera in ordine,
possibilmente il letto rifatto.
Ricordare alle pareti
quali capelli si sono strofinati su di esse nei
momenti di sconforto e nei
momenti di giubilio.
Restituirsi infine a Mendeleev,
pacatamente; attendere.

(comunicazione di servizio)

16 luglio 2008 § 6 commenti

(da oggi anche su:

http://www.gretarosso.com

grazie.)

senza progetto.13

4 luglio 2008 § 2 commenti

. dove il conto dei
giorni meno le notti
stornava
la pietosa assenza di
mani fra le mie stesse mani

. il male che potevano fare
nelle mattine giallastre nebbiose
certi libri
intatti e vergini nei miei
scaffali

. a dirsi che tutte le
vecchie forbici
hanno segni, sottili
tracce di ruggine

. dove passavamo in oggetti che non
erano di nessuno

. in pratica, senza fare attenzione all’
assenza di vita nelle cose,
o qualche luce minimamente intenzionale

. alla fine rivedi,
ricordi tutto,
tutto

senza progetto.12

22 Maggio 2008 § 9 commenti

Contestualmente

cercheremo di farci disinvolti

superare le posate e il carattere,

ci rassegneremo,

poi impareremo a fare

quanto richiesto:

gestirci, mangiare, chiacchierare,

insomma, la legge della naturalità.

Ed eccoci fatti e finiti.

Andatura decisa, masticatura robusta!

 

per l’abbozzo di un’enciclopedia delle forme

18 Maggio 2008 § 4 commenti

 

portavo tatuati sulle unghie simboli di fattura misteriosa, così le mordevo, rosicchiavo e strappavo, ma queste ricrescevano rapide e ancora segnate.

 

per l’abbozzo di un’enciclopedia delle forme

15 Maggio 2008 § 3 commenti

 

tutti guardavano le strane piante nel vaso vicino al quale stavo seduta, io fissavo il gioco di piastrelle sotto ai miei piedi, avevo male agli occhi ed ero incollerita.

 

 

racconti in forma di cinque righe

18 aprile 2008 § 4 commenti

l’uso era quello di spillare nuovi elementi verbali da ogni vecchio edificio.
così s’inoltravano, palpitanti, incauti, negli stomaci disadattati delle costruzioni,
ne palpavano le funzioni, ne accarezzavano il disuso, ringraziavano
quegli uomini che dimenticano case, piccole colonie, fabbriche
come portachiavi posseduti in un solo pomeriggio d’estate, anni fa. 

 

magnolia

16 marzo 2008 § 7 commenti

Grossi fiori arrampicati sui rami

appesi ai rami

supplicanti i rami

in attesa dei rami

prima dei rami

dopo i rami

mediante i rami spinti a 

                                          (restare, comunque)

contro i rami

in supporto dei rami

esiliati dai rami

corteggiati dai rami

in favore dei rami pronti a battersi

                                         (sempre restando)

insieme ai rami 

e solo alla fine

senza i rami.

 

 

i risultati prima.

7 marzo 2008 § 4 commenti

per p., irrevocabilmente

Scrivere un quaderno al contrario

è una formula magica che si scompone in fretta

e rileva le presenze anomale inchiodandole su carta

quando arriverai a toccare le parole di prima con le parole di poi

forse cadrà il mondo, o non cadrà niente, e tu starai bene – come un

eremita, come un animale.

 

 

 

racconti in forma di cinque righe

24 febbraio 2008 § 2 commenti

(ovvero: note mirabili sulle abitudini serali di greta)

 

va così: poso il libro 

bevo un sorso d’acqua

poi

se non succede nulla

addirittura spengo la luce e dormo.

 

 

dimore precarie (racconto in forma di cinque foto)

16 febbraio 2008 § Lascia un commento

1

una lunga camicia da notte a fiori. 

una corda.

le venature delle mani.

nessuno saprebbe stabilire quando ho iniziato.

nessuno potrebbe stabilire se mai ho finito.

 

2 

ora dovresti portarmi un libro. 

poi un altro.

poi ancora uno.

portare libri ininterrottamente.

fino a murarmi fra due pagine ugualmente usurate. 

 

e io troppo a lungo ho pensato.

sottratto tempo al tempo degli oggetti

il letto mi è andato in frantumi sotto al sogno più lungo.

 

ma io non mi amo. 

io mi arrangio con quello che posso.

nel gas denso delle 8 di mattina scaldo il latte.

preparo una colazione che puntualmente dimentico di consumare.

poi succede questa cosa.

una mattina mi dimentico di preparare la colazione.

quando me ne accorgo è troppo tardi. 

dove ho sbagliato, qualcuno me lo sa dire?

 
5 

 

lui risponde non posso farci niente.

gli dice bravo continua pure per la tua strada tanto non importa dove andremo a parare.

lui risponde vedi che urlo come un cane e sono condannato per tutta la vita.

gli dice smettiamola almeno di lavarci se le cose stanno così.

ecco lui risponde.


racconti in forma di cinque righe

7 febbraio 2008 § 1 Commento

L’apprendista catalogatrice 

s’imprime sui volumi che sfoglia,

eppure non vediamo tracce né segni.

Un gatto fissa il proprio odore strofinando il muso.

Lei sui libri striscia a lungo lo sguardo.

 

racconti in forma di cinque righe (XXIII e XXIV)

5 febbraio 2008 § 1 Commento

Criteri assoluti per i quali non ci sia possibile o

esprimere altri concetti

dirci ancora anzi sempre

o che siamo dove sempre

e che siamo dove ancora

 

____________________________________ 

 

Dove poi intende che 

quelle come lei stanno zitte, ma

quando pensano

pensano così forte

che il cielo s’incrina.

senza progetto.11

4 febbraio 2008 § Lascia un commento

le mani – prontamente recuperate
da una qualche stanchezza- descrivono
tratti di raccordo sulla circonferenza di un pomeriggio
ricavano parole dalle scie del respiro
(mentre ci atteggiamo a corpi sul divano
e con accurata casualità
ci cerchiamo le gambe)

senza progetto.10

12 gennaio 2008 § 7 commenti

Le tue due case,
e in mezzo un fiume,
e sul fiume il ghiaccio;

(noi che corriamo fino al limite del ghiaccio,
dove l’acqua si fa invadente,
solo per dirci il capriccio di un bacio);

la casa a sinistra è quella che adesso,
la casa a destra è quella che prima,
il fiume poco dopo il ghiaccio semplicemente non c’è più;

nella casa che adesso tutti quelli
che sono venuti prima di te, come vivi anche se morti,
prestano molta attenzione al ghiaccio sul fiume;

nella casa che prima tutti quelli
che sono venuti prima di te, come morti anche se vivi,
prestano molta attenzione al fango presso il fiume;

(noi, dicevo, attraversiamo il fiume e
il ghiaccio e
il fango

a volte per dirci il capriccio di un bacio o
scostare le tende da un quadro o
vedere certi prati giallastri e le città che prima);

nella casa che adesso una festa ininterrotta
come un natale, un matrimonio, un ferragosto
tuo zio e tuo padre e quanti altri di conseguenza;

nella casa che prima tuo fratello a sette, nove, forse otto anni
un ritratto di famiglia con un fantasma di pregio
tutti i tuoi libri di quando eri ragazzo;

questo per spiegare come, a un certo punto,
corriamo in cima al ghiaccio,
proprio per quel capriccio di un bacio

e dalla casa di adesso ci urlano di stare attenti,
il ghiaccio risucchiato piano nell’acqua e
possiamo solo passare il fango fino alla casa di prima;

così entriamo nelle stanze alte scrostate verdi o rosse o
tappezzate, passiamo il quadro e i libri come un film
gentile, visto una mattina;

dalle pareti agli stipiti ai vecchi mobili tarlati;
poi tuo padre, tuo fratello (sette, nove, otto anni),
i tuoi figli di pochi anni.

(le case, l’acqua, quelli che sono venuti prima
e ogni cosa. il mio sogno inconcluso languisce
noi ci teniamo ancora per mano.)

(poi dice.
che noi non abbiamo età
se non per essere visti.)

cosa ne dici di questi stracci stesi al sole a sbiancare?

6 gennaio 2008 § 2 commenti

 

Ma tu restami vicino

fra i cuscini che separano gli eventi

e le nostre mani che li ricuciono.

racconti in forma di cinque righe

5 gennaio 2008 § 1 Commento

 
racconta, scrivi per me 

la storia di un uomo 

che diventi piccolo sempre più piccolo

che nel momento prima di sparire

si senta felice come non mai

senza progetto.9

18 dicembre 2007 § 10 commenti

 

il tempo non esiste

è fermo
non c’è mai stato.

il mondo si è creato contro ogni aspettativa
e non l’abbiamo sentito crollare.
eppure ci avevano detto che così funzionava, che l’avremmo
sentito crollare. 
così non ci siamo accorti che il tempo si era fermato
che era diventato cinque minuti
poi cinque minuti, ma gli stessi di prima
poi ancora
e io piegavo la biancheria e fingevo di riassettare
e tu spostavi i vasi e fingevi di riassettare 
poi scrivevamo una poesia
io la tua tu la mia
che ora a dirlo mi dovrei tagliare la gola.
quando stamattina mi sono vista passare davanti allo specchio
ho capito che ero morta e aspettavo il treno
e che fino alle 9,33 
erano cinque minuti senza tempo

 

racconti in forma di cinque righe

8 dicembre 2007 § 10 commenti

ridurre la banchina
-lo spazio d’un corteggiamento-
dove i passeggeri scendono e
s’avviano riottosi
semidistrutti.

Dove sono?

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