Jack&Jack

23 maggio 2017 § Lascia un commento

Un pomeriggio esce prima che lui torni a casa,
gli lascia un messaggio sul piano della cucina.
“Ricordi quando sentivamo René Aubry,
e quella musica generava treni a picco sul mare,
mi dipingeva le unghie di malinconie bestiali
e in quelle malinconie ti permettevo di guardarmi
senza che mi sentissi vista né braccata?
Ricordi quando sentivamo Rufus Wainwright
e la sua voce trafiggeva i muri, smaltava le
camelie nel giardino e ci giuravamo tutto,
perché sentivamo che tutto era nostro da
controllare e nulla d’altro sarebbe intervenuto?
Da anni la musica stava in uno scaffale remoto,
non la indossavo, la stagione non permetteva.
Oggi però ho ascoltato Schubert, da sola.
Io ero il pianoforte e la voce mi corteggiava.
Perdonami, per favore. Ci sentiamo più tardi.”

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