Jack&Jack

16 maggio 2017 § Lascia un commento

Da qualche mattina lei pensa al granito,
a come il granito fa sera e fa solitudine.
Nella cucina, davanti al piano di granito,
si racconta una storia di donna:
‘Avrei dovuto seguirlo, ma qui avevo un lavoro,
e dove lui stava andando per me di lavoro non ce n’era.
Certo, avrei potuto permettergli di mantenermi
col suo lavoro nelle cave di granito
avremmo preso una stanza, messo su famiglia.
Il granito è un bel materiale, ma è morto,
è pietra che sostiene ma non è vascolarizzata,
possiede una rigidità per la quale ti metti i guanti,
prima di posarci mano sopra.
Avrei dovuto seguirlo.
Sono passati molti anni e confondo dubbi e rimpianti.
Da allora cucino per i fantasmi e gli amori perduti.’

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