liriche dal cavedio

3 giugno 2016 § 1 Commento

un ballatoio molto magro nell’analisi
della notte e di quei suoi rumori
cittadini di televisori e lenzuola
stropicciate dai fanali di un’auto
riflessi sul soffitto e lui che ci mette
un’eternità a venire facendo molto
piano perché nessuno senta quanto
si fa anfibia la sua voce nei culmini,
così poco maschia, così vulnerabile
e sfiatata

§ Una risposta a liriche dal cavedio

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