fenomeni di collisione

21 gennaio 2016 § 3 commenti

quando fummo seduti sul fondo
dell’oceano, e su di noi si depositava
il senso polveroso della dimenticanza,
all’apparenza duro ma in realtà soffice,
limaccioso e davvero morbido, quando
i nostri occhi si fecero offuscati dalla
mancanza di luce e di calore, quando
alfine diventammo le creature narrate
e non mai viste delle pagine più dense
e ci scremammo dalla possibilità di poter
un giorno risalire le profondità verso
un luogo di minor pressione, quando
l’ossigeno precipitò in una cosa minuscola
e irrisoria, come un ricordo altrui, allora
diventammo nulla, e fu meraviglioso, e
fu altamente imprevisto: scendere il
senso, scartavetrarcelo di dosso, essere
quell’acqua che non si può nemmeno
lontanamente sperare.

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