alveo

13 gennaio 2016 § Lascia un commento

lui la guarda come un grafico
compiuto e perfetto, ma puntualmente
disatteso, e ne coglie il tempo
imperfetto alla maniera del pastore,
raccogliendo un latte la cui
stratificazione lascia ad altri:
latte da bere per quello che è.
la complessità, sta’ a vedere,
è più facilmente sorbita e
appresa senza starci a pensare
e nel momento in cui io vedo
scorrere una poesia sul sale
e sul miele, sul viso (imperfetto,
ancora imperfetto), è lui che sente
il sapore, e ne prova fame, e
nella fame sostiene il suo amore
semplice e impraticato: costruito
a caso, come la perfezione.

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