alveo

9 dicembre 2015 § Lascia un commento

attendevo il prato come un feticcio
s’allungava la lista delle cose messe
da parte, accantonate, io dividevo
i giorni dall’ombra e sedimentavano
in me cose sconosciute e vive – il
non sapere, il non chiedermi come
un incarnato atto di amore nei miei
confronti: e il prato si faceva mio fra
le sponde, a nuoto raggiungevo la
calma.

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