alveo

11 novembre 2015 § Lascia un commento

tu e i tuoi antipsicotici sospesi
in un cielo che fa novembre,
(faceva). nel susseguirsi delle
automobili sulle strette strade
comunali che separano i campi
trovavo le tue sepolture, le tue
lapidi strette e disegnate di fretta.
nell’onda che include gli alberi
spogli in un moto superiore, l’erba
gialla come l’elenco dei capitoli
della tua sparizione. nei capannoni
agricoli o industriali cercai riparo
più volte, ma mancava la mobilia,
mancava la tua voce. allora presi
in prestito un mese senza nome.
nel mio petto ti feci un polmone
che nessuno avrebbe toccato, un
verso convesso che ti spargesse
senza corpo.

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