Lo strappo

28 ottobre 2015 § 4 commenti

L’estate fu caldissima.
Le donne portavano secchi
e le gonne si accorciavano.
Seppi che lui se n’era
andato all’estero, marciapiedi
diversi e odori sconosciuti.
Ogni settimana gli spedivo
il latte del mio diniego
marcavo stretto il desiderio
perché non si manifestasse
lo tenevo sedato, muto
fievole. Per tutta l’estate,
con quel caldo portentoso.
Poi venne l’autunno, e lui
sparì. Le lettere mi
tornavano indietro, la poesia
non mi aiutava. Pensavo
al suo collo caldo, al
pulsare della sua bocca
nella quale volevo mettere
molto cibo, ai suoi occhi
che volevo leccare. Le gambe
separate mi restavano vuote.
Mi mancava la forma
della consuetudine, il suo quadro
dipinto a olio. Il freddo non
colmava. Nel vuoto io
esistevo.

§ 4 risposte a Lo strappo

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