l’ago e il pennello

8 gennaio 2015 § 3 commenti

l’ampiezza del torace, o l’aver mentito:
poco incide il guardare il soffitto o mettere
una mano davanti alla bocca, se lei è girata
dall’altro lato e tiene gli occhi chiusi chiusi.
ma lui indugia, rappresenta la menzogna
con colori sapidi, urlati, pungenti, e le
propina una scusa più mendace, le bacia
il collo, si mette nella posizione di colui
che chiede perdono. tuttavia lei già da qualche
minuto ha smesso di rispondere, entrando
in una fase appena più profonda di sonno,
ignorando l’incalzare di ansia al suo fianco.
finché dorme lui sarà insonne, ma quando
si sveglierà sarà lui ad addormentarsi, con
la stanchezza a estirpare il problema, con
gli occhi a decidere che non se ne fa nulla.

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