fenomeni di collisione

29 ottobre 2014 § Lascia un commento

allora ti piaceva proprio quella fossetta sul
mento, la barba di qualche giorno e quel
cranio liscio da prendere fra le mani, come
quello di un neonato – enorme e invadente –
che potessi partorire per poi immolartici,
preda e predatrice, ma senza schemi, nel
caos ammorbante dell’impeto. così l’amore
non passava, non poteva passare, era uno
sfogliare un catalogo e immaginarsi un
abbagliamento o un arredamento diverso,
ma nessuna realtà nell’accadimento, solo
un piacere, un godimento repentino, monco,
subito sparito fra la carta o fra la polvere
spazzato via.

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