28 ottobre 2014 § Lascia un commento

intrappolate in bassorilievi particolareggiati
dove finiamo sempre squartate, sezionate,
esibite coi nostri visceri che crollano, le
mani che ci tremano e il capo anche, non
c’è requie per queste esposizioni che ci
portano indicate e prese a male parole.
questo sonno che non troviamo. questi
tavolini all’aperto che non ci concedono
nascondiglio. io non lo so dove sta l’errore
che si perpetua e rafforza e ci fa fuggire
sempre, sotto il peso di parole che invece
potrebbero esaurirsi, recare il sollievo dei
gesti, prendere la concretezza della verità.
questo silenzio che è un rifugio a termine.
questo silenzio nel quale ti devo parlare,
loredana, per mantenerti nelle mie mani
e nel tuo nome, per farti un bassorilievo
chiaro, pulito, che nessuno più riscriva
male.

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