26 agosto 2014 § 1 Commento

Gentile cliente, albero di ricordi, ape da miele,
Le dissi già di non badare al sole e alle sue ombre-
i sogni più strani avvengono all’ombra dei padri
e Lei ci resta in mezzo, bloccato nell’ombra,
come uno qualunque. Gentile cliente, Lei non è
uno qualunque. Mentre Lei dorme i bambini
crescono e lasciano i ventri, i vetri, aumentano le
porte in altezza. Gentile, gentilissimo cliente,
non c’è rimborso per il silenzio. Lei non ammette
il suono di quanto Le dico, Lei minaccia di non
ascoltarmi, di continuare a sognare, tutta la notte,
tutto il giorno. Come un’aquila in un film straniero:
non posso toccarLa, cliente mio gentile e lontano.
Gentile cliente, Le porgo le mie scuse, i miei più
cordiali saluti, la curva del mio seno solo visto.
Gentile cliente, gentile perduto amato cliente.

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