lettere

10 agosto 2014 § Lascia un commento

I giardinieri sono stati bravissimi.
Hanno lasciato che il giardino mantenesse
quella sovraffollata incuria che ci riempie
il petto, creando piuttosto lunghi sentieri
a tesserne la superficie insidiosa e
selvaggia. Potrebbe quasi essere descritto
in qualche pagina di un libro di Maugham,
con delle giovinette che vi passeggiano,
i cappelli di paglia, i capelli ramati.
Infine, ecco: una scala qui, uno scivolo
lieve che scendendo in una spirale collega
i nostri due giardini. Così, ora non è più
necessario uscire dalle nostre case, dai
nostri cortili e percorrere i pur pochi metri
di strada. Adesso passiamo semplicemente
da una jungla a un prato, e viceversa,
creando continuità fra luoghi non mai
continui, unendo il separato con piccoli
passi che si percorrono senza nemmeno
lo sforzo di tradurre un’intenzione in un
gesto.

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