il disgelo.20

27 gennaio 2014 § Lascia un commento

Ti scrivo quando la neve si sbaglia
e lascia inevasi i primi visi del mattino
il risveglio, all’atto pratico, è una cosa bestiale
dove i rumori s’incagliano:
uscimmo così
per strade silenziose, con la neve, appunto,
ad aprire nuove feritoie nella pelle.
Noi eravamo cauti, luminosi, secolari
muovevamo passi dentro argini stretti
controllavamo che ci fossero altre persone
a professare direzioni e intenti.
(Ma come ti posso scrivere la bicromia del giorno
il suo collimare le ore docili e spietate
donando ombra o luce e mai un grido a spezzare?)

Io coglievo l’inevitabile, mi condannavo a lunghe agonie.
Nelle mie stanze occultavo altra neve.

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