29 febbraio 2012 § 1 Commento

Un ragazzo asiatico che abbraccia un giubbotto
Gli occhi fondenti di James in una mattina di sole
Il maestro di sci che costruisce mosche
La bellezza che mi spintona una sera
mentre soffio via residui di gomma
da fogli fittamente scritti.

Pure il vento ha molte ragioni d’esistere
quando scuote la cabina degli impianti di risalita
sui quali mi sposto quotidianamente
e io provo una nausea stupita e felice
come quella notte sul traghetto Palermo-Genova
quando i temporali schiaffeggiavano la nave
e io mi inserivo sottovoce in capitoli
ancora intentati dei libri che amo.

Capita. Come che una bambina Shirley Temple
mi balli davanti agli occhi un tip tap
così privato da renderlo immaginario.
L’inaspettato chiarore che mi si iscrive nelle mani
una sera mentre lavorando nel bar
la mia testa si spinge un po’ più
vicina a Hopper e Ferlinghetti
e più lontana dall’alta stagione turistica.

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