scena.6

16 febbraio 2012 § 4 commenti

niente aveva da dire se non che
niente c’era da dire, e che le giornate erano semplicemente
costruite e prive di un lato b, o un negativo,
non li avrebbero rieletti dalle pagine del giorno
poiché erano, e sempre, indelebili e irriducibili.

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§ 4 risposte a scena.6

  • ecco l’essenziale cosa è.

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  • sericamente ha detto:

    si è vero, te scarnifichi, ma allo stesso tempo mi da l’idea di qualcosa di molto vasto. Kubrick era di una efficenza terribile, eppure c’era un mondo dietro immenso e sarà che la mia mente è abituata ad immaginare. gli utlimi due versi sono veramente di grande impatto

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  • greta rosso ha detto:

    talvolta servirebbe dire che un gesto è un gesto, che uno strato non è uno strato ma una cosa, semplice, che dietro parole a volte non ci sono altre parole – talvolta, per togliere. per scarnificare, per dire l’osso.
    grazie per la lettura stimolante, ale 🙂

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  • sericamente ha detto:

    ho pensato ad un regista e non mi veniva in mente in niente. volevo salvarmi con kubrick perchè con lui tutti è multistrato e compenetrato, ma concentrandomi sugli utlimi due versi che che sono bellissimi ho pensato che la scena è solo tua..si può leggere anche come “C’era una volta un re, che disse alla sua serva..
    Ale

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