Sé.7

28 febbraio 2011 § 5 commenti

se solo avessi studiato
mi esploderebbero le mani
di poesie terrificanti

saprei controllare gli stalli
che mi estraniano dalla scrittura
ammettere o non scusarmi la stasi

o ancora, levare la comodità delle pigrizia
servirmi strategicamente di una scorciatoia psicologica
parlando di controllo e protezione

(come si dice? ah, sì, resistenza)

invece non ho studiato
posso solo asserire e franare sotto
l’estensione chilometrica della rabbia

che so e che
non sempre voglio sapere di
poter scrivere.

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§ 5 risposte a Sé.7

  • Ludovico Polidattilo ha detto:

    Credo che un invito ad allontanarsi, a uscire, a prendere la porta, se proveniente dal padrone di casa, debba essere ascoltato e accolto anche in un mondo digitale dove solo apparentemente abbiamo tutti il diritto di fare e dire qualsiasi cosa.

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  • hobbs ha detto:

    Certo che passare le giornate a misurarsi l’ego con il righello o con i commenti deve essere deprimente, però.

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  • Luciano Mazziotta ha detto:

    Complimenti Greta,
    come forse avrò avuto modo di scriverti già, la tua scrittura mi colpisce – benché distante dalla mia – e mi affascina. Credo che siamo davanti, veramente, ad una tra le esperienze poetiche più significative della “nostra” generazione.

    Sul motivo del “non studio” cfr. anche Fortini
    qui il link di una poesia in cui il non-studio è anche la presa di distanze dall’accademia universitaria

    http://lucianomazziotta.splinder.com/post/23708671/et-a-bonnes-moeurs-dedie-1957-franco-fortini

    L.

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  • greta rosso ha detto:

    questa situazione inizia a diventare ridicola, assurda, con un sentore di stalking. sarà anche esagerato definirlo così ma sono irritata, innervosita e non credo di dovermi giustificare in casa mia. se va avanti così, rimetto il blocco dei commenti.

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  • Fulvio Sguerso ha detto:

    Fin dove arriva il nostro sapere
    arriva anche il nostro potere?
    E fin dove arriva la nostra volontà
    di sapere arriva anche la nostra volontà
    di esprimerla?
    E la nostra volontà di esprimerla
    arriva anche al dovere
    dell’espressione?
    E il dovere dell’espressione
    comprende anche quello
    di corrispondere alle nostre
    aspettative?
    E tra le nostre aspettative
    quante sono destinate ad aspettare
    un’impossibile risposta?

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