Festival

19 ottobre 2010 § 3 commenti

1.

I giovani poeti
hanno sempre successo
comprano casa, diventano padri
sanno essere relatori
smettono in realtà presto di essere giovani
Continuano però a dirsi giovani
come facendo parte di una corporazione
a statuto speciale

Sanno nominarsi addetti ai lavori
espongono teorie, stilano manifesti
cercano il modo di far conoscere la poesia
di uscire dalle reti
organizzano rassegne per
uscire dai contesti
creando così ulteriori contesti
parlano della poesia militante vogliono
sdoganarla massificarla sperimentare
comunicare creare domanda far sì che la
poesia faccia uscire la gente di casa

2.

Perché nessuno conosce la poesia
e non conoscerla è da codice penale
tuttavia quanti casualmente s’imbattono
nel racconto della poesia sono irretiti
partecipano

3.

—questo è il convegno politico della poesia:
il suo consiglio d’amministrazione la sua finanziaria:
creeremo una rete che consideri:
Valutazioni quantitative del fenomeno poesia
Tecnici della poesia Assitenza post-vendita della poesia
Critica delle situazioni sconcertanti e rischiose
Atteggiamento del pubblico della poesia
La recessione della poesia, direttamente proporzionale alle vendite
Codice utente Fidelizzazione Verifica dei costi e dei ricavi
Critica della poesia sotto forma di comunicati stampa

4.

Per parlarne, ricavarne, sedercisi sopra
e smettere finalmente di scriverla.

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§ 3 risposte a Festival

  • almerighiAlmerighi ha detto:

    sembra il ritratto di Matteo Fantuzzi

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  • Alma ha detto:

    I versi non s’inventano, sono nell’aria, nell’ordito delle cose. Il poeta è colui che per natura riesce a coglierli e a dare un valore aggiunto alla realtà per. Qualcuno diceva. Ma io ancora non capisco.

    Mi piace

  • Fulvio Sguerso ha detto:

    Ma la poesia la si scrive
    o la si vive?
    E i poeti sono tali perché
    la vivono o perché la scrivono?
    E’ proprio necessario
    che le poesie siano scritte?
    E quante sono le poesie
    non scritte ma vissute
    in un tumultuoso
    o paradisiaco silenzio?
    Dov’è, dove abita, qual è
    la via, il numero civico,
    la casa terrestre della poesia?
    Si trova da qualche parte
    nel mondo o appartiene
    a un altro mondo?
    E se da questo mondo
    la poesia, come gli dei,
    fosse fuggita, che cosa
    potremmo ancora amare
    di puro, incondizionato,
    assoluto e divino amore?
    Poesis caritas est.

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