sé.1

5 ottobre 2010 § 1 Commento

Di come mi giro la faccia e la pelle
di come mi aspetto di essere sempre sconosciuta
di come non ci riesca

con una febbre che cresce nel prologo
fino a esplodere in uno slancio di eroica vitalità
e dicendomi a organizzare valanghe frane e altra uggiose calamità

senza dirmi di come il tempo e il suo ruolo e
se ci sia e un ruolo abbia poi davvero

mancando della potenza necessaria per passare dalla parola all’azione
o tradurre le azioni numerose e sincopate in fonemi

applicarmi senza crederci troppo all’oralità della vita
talvolta ponendola ad arbitro di incalcolate e sconsiderate dimensioni.

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§ Una risposta a sé.1

  • Fulvio Sguerso ha detto:

    Non si dà conoscenza vera,
    gentile e sempre meno a te (e a me)sconosciuta Greta,
    come attraverso la tua febbre
    e la tua ansia di conoscerti
    in interiore forma e nel riflesso
    di uno sguardo amico
    tu stai apprendendo dalla viva
    eco della tua voce
    e dalle temute, imponderabili ma necessarie “uggiose calamità”
    e “sconsiderate dimensioni”
    del tuo spaziotempo in divenire,
    anzi, in atto nel suo farsi
    modulata parola, azione figurata,
    senza l’attesa dolorosa di tutto
    il tuo essere e senza il tuo
    gravido, incontenibile, incalcolabile silenzio………

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