-Greta, come si fa a riconoscere la qualità di un libro?-

6 settembre 2010 § 1 Commento

grazie ad alma


-Greta, come si fa a riconoscere la qualità di un libro?-

La qualità di un libro non si riconosce
è un po’ come il libro stesso, caso perseveranza e meteorologia
quando ti va bene puoi sottolineare una frase o ricordare un personaggio
il più delle volte la qualità svanisce aprendo il libro dalla prima pagina, quando comprandolo dopo aver letto una frase a pagina 51 lo avevi amato
altre volte ti costringi con un libro che incontri spesso ed è una fortuna.
Oppure un libro ti porta da un altro, e quello è un percorso sicuro.
Eppure la qualità di un libro non si riconosce.
Si può, al massimo, esserne violentemente investiti in pieno
e riportarne le numerose fratture che ci fanno lettori.

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§ Una risposta a -Greta, come si fa a riconoscere la qualità di un libro?-

  • Fulvio Sguerso ha detto:

    La domanda è quanto mai pertinente, data l’inflazione cartaceo-pubblicitaria-editoriale che caratterizza l’attuale stagione letteraria, e non solo. E’ questa una delle ragioni per cui preferico leggere e rileggere e ancora rileggere (una prima lettura di solito non mi è sufficiente per com-prendere un libro che non sia un sottoprodotto dell’industria culturale come quelli di un Moccia o di un – udite, udite – Baricco o della stucchevole Tamaro)i classici. E per classici intendo proprio, in primo luogo, gli autori greci e latini, se non nel testo originale, almeno in edizioni con il testo a fronte. In secondo luogo (ma qui primo e secondo non significa una impossibile graduatoria tra classici antichi, medievali e moderni e persino contemporanei come Pirandello, Svevo, Gozzano, Saba, Montale, Ungaretti, Gadda, Lalla Romano, Buzzati, Moravia, Calvino, Pasolini….)autori eterni, per quanto si possa essere eterni nella storia, come Petrarca, come il Tasso, come Leopardi. Come si vede preferisco andare – ve ne sarete accorti – sul sicuro. Anche perché sono sicuro che un lettore che si sia formato ed affinato sui classici, difficilmente apprezzerà autori mediocri come S. Vassalli o il su ricordato Baricco. Presunzione? Può darsi. Ma infine è la qualità, vale a dire il gusto, del lettore che decide della qualità di un testo. Difficilmente un mediocre lettore apprezzerà, ad esempio, le sfolgoranti sinestesie di una poetessa come Greta. Captatio benevolentiae? Niente affatto! E’ una questione di “sensibilità”: o c’è o non c’è, e se non c’è addio qualità del libro e di chi, poveretto, lo legge. Qui mi fermo; ma il discorso, ovviamente, è lungo e complesso. Chissà che non lo riprenda in una prossima occasione.
    Un saluto da Fulvio.

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