scena2
dicembre 6th, 2011 § 5 commenti
ritiene impossibile dire la curva così come è tracciata,
lievemente, dai capelli umidi vicino alla orecchie
o la poesia che non risiede, se non sussurrata, in un
paio di slip di cotone, ripiegati, sul bordo di una vasca
da bagno, rivestita di piastrelle azzurre e spente;
nessuna finestra.
Ciao tesoro. Ora sono qui e sono costei, ma sono sempre là e colei.
Dis
sì
è nelle piccole cose che la poesia attende di essere svelata, così avviene che dal particolare ci si espanda verso l’infinito, verso un sentire che non può essere ridotto a mero concetto, come la musica
(nessuna finestra, dice una poesia che si finge conclusissima)
:*
la fotografia di questa tua scenografia poetica ha la chiave nel luogo più intimo di una dimora, il bagno, una stanza da vivere nella propria nudità esteriore ed interiore…. come la camera della tua versificazione, che non lascia alcun varco comunicante (nessuna finestra).
lascerebbe pensare ad un’isolamento consapevole e tu lo descrivi in modo asciutto eppur armonico
un saluto, greta!