dimore precarie (racconto in forma di cinque foto)

16 Febbraio 2008
1

una lunga camicia da notte a fiori. 

una corda.

le venature delle mani.

nessuno saprebbe stabilire quando ho iniziato.

nessuno potrebbe stabilire se mai ho finito.

 

2 

ora dovresti portarmi un libro. 

poi un altro.

poi ancora uno.

portare libri ininterrottamente.

fino a murarmi fra due pagine ugualmente usurate. 

 

e io troppo a lungo ho pensato.

sottratto tempo al tempo degli oggetti

il letto mi è andato in frantumi sotto al sogno più lungo.

 

ma io non mi amo. 

io mi arrangio con quello che posso.

nel gas denso delle 8 di mattina scaldo il latte.

preparo una colazione che puntualmente dimentico di consumare.

poi succede questa cosa.

una mattina mi dimentico di preparare la colazione.

quando me ne accorgo è troppo tardi. 

dove ho sbagliato, qualcuno me lo sa dire?

 
5 

 

lui risponde non posso farci niente.

gli dice bravo continua pure per la tua strada tanto non importa dove andremo a parare.

lui risponde vedi che urlo come un cane e sono condannato per tutta la vita.

gli dice smettiamola almeno di lavarci se le cose stanno così.

ecco lui risponde.


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