Le tue due case,
e in mezzo un fiume,
e sul fiume il ghiaccio;
(noi che corriamo fino al limite del ghiaccio,
dove l’acqua si fa invadente,
solo per dirci il capriccio di un bacio);
la casa a sinistra è quella che adesso,
la casa a destra è quella che prima,
il fiume poco dopo il ghiaccio semplicemente non c’è più;
nella casa che adesso tutti quelli
che sono venuti prima di te, come vivi anche se morti,
prestano molta attenzione al ghiaccio sul fiume;
nella casa che prima tutti quelli
che sono venuti prima di te, come morti anche se vivi,
prestano molta attenzione al fango presso il fiume;
(noi, dicevo, attraversiamo il fiume e
il ghiaccio e
il fango
a volte per dirci il capriccio di un bacio o
scostare le tende da un quadro o
vedere certi prati giallastri e le città che prima);
nella casa che adesso una festa ininterrotta
come un natale, un matrimonio, un ferragosto
tuo zio e tuo padre e quanti altri di conseguenza;
nella casa che prima tuo fratello a sette, nove, forse otto anni
un ritratto di famiglia con un fantasma di pregio
tutti i tuoi libri di quando eri ragazzo;
questo per spiegare come, a un certo punto,
corriamo in cima al ghiaccio,
proprio per quel capriccio di un bacio
e dalla casa di adesso ci urlano di stare attenti,
il ghiaccio risucchiato piano nell’acqua e
possiamo solo passare il fango fino alla casa di prima;
così entriamo nelle stanze alte scrostate verdi o rosse o
tappezzate, passiamo il quadro e i libri come un film
gentile, visto una mattina;
dalle pareti agli stipiti ai vecchi mobili tarlati;
poi tuo padre, tuo fratello (sette, nove, otto anni),
i tuoi figli di pochi anni.
(le case, l’acqua, quelli che sono venuti prima
e ogni cosa. il mio sogno inconcluso languisce
noi ci teniamo ancora per mano.)
(poi dice.
che noi non abbiamo età
se non per essere visti.)







13 Gennaio 2008 a 2:04 pm
splendente e piena
come si conviene alla vita
attraverso le tue parole di sempre.
ma con qualcosa in più.
qualcosa in più, un passo diverso
che si crea inciampi
che ride.
14 Gennaio 2008 a 3:21 pm
come faccio a sapere le cose che ti dirò? forse è che ho tantetroppe case nella memoria, puah chiamiamola semplicemente memoria.
un bello e brutto raccontare. della famiglia che sei tu a te. a otturatore lento, senza messa a fuoco, ma questo lo direbbero solo gli altri. il fatto è che tutti sono gli altri, tutti stanno fuori. il fatto è che tu sei quel ghiaccio. il fatto è che quel ghiaccio è la sola cosa per cui vale. e non il fuoco pardon il fiume sotto.
18 Gennaio 2008 a 9:12 pm
è bello leggerti.
21 Gennaio 2008 a 9:07 pm
Molto più solare del solito… dolcezza e leggerezza. O forse la mia lettura è appannata. Un saluto da un lontano sconosciuto.
22 Gennaio 2008 a 3:18 pm
si sa, son lento ad aggiornare i link. ma l’ho fatto, ora.
27 Gennaio 2008 a 1:24 pm
E ti ritrovo…
30 Gennaio 2008 a 1:11 am
sì. è incredibile come tutte queste parole sono trasparenti molto di più